Il Contratto a tempo determinato Clausole campione

Il Contratto a tempo determinato. Fermo restando che la tipologia di contratto a tempo indeterminato è da intendersi la forma comune dei rapporti di lavoro, le parti ritengo comunque che il contratto a tempo determinato sia forma contrattuale caratteristica dell’impiego di alcuni settori, occupazioni e attività atta a soddisfare le esigenze sia delle aziende che dei lavoratori. Ferme restando le ragioni di apposizione del termine al contratto di lavoro subordinato previste dalla normativa vigente e legate a ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo anche se riferibili all’ordinaria attività del datore di lavoro, le parti convengono che l’utilizzo complessivo di tutte le tipologie di contratto a tempo determinato non potrà superare il 30% dell’organico a tempo indeterminato in forza nell’unità produttiva, ad esclusione : − dei contratti per sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto. − dei contratti a termine riferiti a lavoratori provenienti dalle liste di mobilità − dei lavoratori con più di 55 anni − nella fase di avvio di nuove attività, intendendosi per tale un periodo di tempo fino a 18 mesi ( Dlg 368/2001 art 10 c.7) elevabile a 24 mesi dalla contrattazione integrativa − Deve trattarsi del primo contratto di lavoro subordinato tra le parti − Deve avere durata non superiore a 12 mesi − Tra le parti non deve essere intervenuto un contratto di somministrazione a tempo determinato − Non può essere oggetto di eventuale proroga
Il Contratto a tempo determinato. Il contratto “a termine” ( o “a tempo determinato”) rappresenta un contratto di lavoro subordinato “atipico”, rispetto al contratto di lavoro standard, in quanto in esso viene indicata una precisa scadenza in coincidenza della quale si verifica la cessazione del rapporto di lavoro. Affinché un contratto a tempo determinato sia valido, è necessario che esso abbia forma scritta. Il datore di lavoro deve consegnare una copia dell’atto al lavoratore e se non viene rispettata la condizione della forma scritta, il contratto si considera a tutti gli effetti a tempo indeterminato. In casi in cui la legge consente l’apposizione di un termine al contratto di lavoro sono i seguenti:  quando devono essere effettuate particolari lavorazioni di carattere stagionale(lavoro stagionale);  quando devono essere sostituititi lavoratori assenti per i quali esiste l’obbligo della conservazione del posto di lavoro (nel contratto deve essere indicato il nome del lavoratore sostituito e la causa della sostituzione). Esempi tipici sono quelli dell’assenza per malattia, gravidanza, servizio militare. L’assunzione di lavoratori a termine avviene secondo le stesse modalità previste per i lavoratori a tempo indeterminato (Assunzione nel settore privato). In proporzione al periodo lavorato, il lavoratore ha diritto alle ferie, alla tredicesima, ai contributi pensionistici ed assicurativi, al trattamento di fine rapporto e ad ogni altro trattamento in atto per i dipendenti a tempo indeterminato. Prima della scadenza del termine, si può subire il licenziamento solo per la giusta causa. Se il contratto non supera la durata di 6 mesi si mantiene l’iscrizione nelle liste ordinarie di disoccupazione. La legge non fissa, tranne casi eccezionali, un termine massimo di durata del contratto: essa è a discrezione delle parti. Se , prima della scadenza del termine, per malattia, infortunio o maternità, si sospende il rapporto di lavoro, ciò non ha diritto ad alcuna proroga del termine fissato. Viceversa, se la causa della sospensione è il servizio militare, il contratto viene prolungato per un periodo pari alla durata del servizio stesso. Alla scadenza del termine ci può essere al massimo una proroga e per un tempo non superiore alla durata iniziale del contratto. La proroga può verificarsi solamente se vi è il consenso del lavoratore. Essa ha un carattere eccezionale e deve riferirsi alla stessa attività lavorativa per la quale è stato stipulato il primo contratto. Il contratto a tempo determina...
Il Contratto a tempo determinato di Xxxxxxxx Xxxxxxx
Il Contratto a tempo determinato. Il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato è disciplinato dal D.Lgs. 368/2001, così come modificato, dapprima, dalla L. 247/2007 e dal D.L. 112/2008 (convertito in L. 133/2008) e, più recentemente, dal “Collegato lavoro” (L. 183/2010), dalla L. 92/2012 (la c.d. “Riforma Fornero”) e, infine, dal D.L. 76/2013, convertito in L. 99/2013. Ai fini della legittimità del contratto a tempo determinato, la normativa sopracitata richiede due requisiti, uno di carattere formale, la forma scritta a pena di nullità del termine, e uno di carattere sostanziale, la sussistenza di una ragione giustificatrice dell’apposizione del termine, che può essere di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo. In determinate ipotesi, tuttavia, la stipulazione di un contratto di lavoro a tempo determinato non è soggetta alla seconda delle suindicate condizioni di legittimità posta in via generale dal D.Lgs. 368/01. Alcune esclusioni riguardano, innanzitutto, alcuni specifici lavoratori o settori produttivi (art. 10, D.Lgs. 368/01), tra cui, ad esempio, i contratti a tempo determinato di durata non superiore a cinque anni stipulati con i dirigenti. Vi sono, poi, le ipotesi di “liberalizzazione” stabilite dalla “Riforma Fornero” e dal D.L. 76/2013. In particolare, l’assunzione a tempo determinato può avvenire senza necessità di individuare una ragione giustificatrice se si tratta del primo contratto a termine, di durata non superiore a 12 mesi, comprensiva di
Il Contratto a tempo determinato. D.lgs n. 81/2015 Art. 19-29 Il contratto a tempo determinato è disciplinato dal Decreto Legislativo n. 81/2015, recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni”, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 recante “Deleghe al Governo di riforma degli am- mortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”, c.d. “Jobs Act”. Tale provvedimento ha abrogato e sostituito il D.Lgs. n. 368/2001 (all’art. 55, comma 1, lett. b)1.
Il Contratto a tempo determinato. Fermo restando che la tipologia di contratto a tempo indeterminato è da intendersi la forma comune dei rapporti di lavoro, le parti ritengo comunque che il contratto a tempo determinato sia forma contrattuale caratteristica dell’impiego di alcuni settori, occupazioni e attività atta a soddisfare le esigenze sia delle aziende che dei lavoratori. E' consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a trentasei mesi, comprensiva di eventuali proroghe, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nell’ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4 dell’articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 10, comma 7, il numero complessivo di rapporti di lavoro costituiti da ciascun datore di lavoro ai sensi del presente articolo, non può eccedere il limite del 20% dell’organico complessivo. Per le imprese che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. L'apposizione del termine di cui al comma è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto. Il datore di lavoro potrà instaurare rapporti di lavoro a tempo determinato senza causale anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro, nel limite di durata di 36 mesi (tre anni), D.L.34/2014. Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a tre anni. In questi casi le proroghe sono ammesse, fino ad un massimo di otto volte, a condizione che si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato. Con esclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessiva del rapporto a termine non potrà essere superiore ai tre anni.
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