Materiale vegetale Clausole campione

Materiale vegetale. Le caratteristiche del materiale vegetale, di seguito riportate, tengono conto anche di quanto definito dallo standard qualitativo adottato dalle normative Europee in materia. Tutto il materiale forestale deve essere regolarmente certificato. Le piante devono essere esenti da residui di fitofarmaci, attacchi di insetti, malattie crittogamiche, virus, altri patogeni, deformazioni e alterazioni di qualsiasi natura che possono compromettere il regolare sviluppo vegetativo e il portamento tipico della specie. Per quanto riguarda le avversità delle piante, devono essere osservate le disposizioni previste dal D.M. 11.7.80 “norme fitosanitarie relative all’importazione, esportazione e transito dei vegetali e prodotti vegetali” e successive integrazioni e modifiche e tutte le altre norme vigenti. Le piante dovranno aver subito le necessarie lavorazioni in vivaio e rispondere alle specifiche contenute negli allegati tecnici. Le piante dovranno essere etichettate singolarmente o per gruppi omogenei per mezzo di cartellini di materiale resistente alle intemperie sui quali sia stata riportata, in modo leggibile e indelebile, la denominazione botanica (genere e specie) del gruppo a cui si riferiscono. L’Impresa dovrà far pervenire alla Direzione Lavori, con almeno 48 ore di anticipo, comunicazione della data in cui le piante verranno consegnate sul cantiere. Per quanto riguarda il trasporto delle piante, l’Impresa dovrà prendere tutte le precauzioni necessarie affinché queste arrivino sul luogo della sistemazione nelle stesse condizioni in cui hanno lasciato il vivaio, curando che il trasferimento venga effettuato con mezzi, protezioni e modalità di carico idonei, con particolare attenzione affinché rami e corteccia non subiscano danni e le zolle non abbiano a frantumarsi o ad essiccarsi anche a causa dei sobbalzi o per il peso del carico del materiale soprastante. Una volta giunte a destinazione, tutte le piante dovranno essere trattate in modo che sia evitato loro ogni danno; il tempo intercorrente tra il prelievo in vivaio e la messa a dimora definitiva (o la sistemazione in vivaio provvisorio) dovrà essere il più breve possibile. Nell’eventualità che per avverse condizioni climatiche le piante approvvigionate a piè d’opera non possano essere messe a dimora in breve, si dovrà provvedere a collocare il materiale in “ tagliola “ curando in seguito le necessarie annaffiature ed evitando “ pregerminazioni “. In particolare l’Impresa curerà che le zolle e le radici delle...
Materiale vegetale. Per materiale vegetale si intende tutto il materiale vivo (alberi, arbusti, tappezzanti, sementi, ecc.) occorrente per l'esecuzione del servizio. Questo materiale dovrà provenire da ditte appositamente autorizzate ai sensi delle leggi 18.6.1931 n. 987 e 22.5.1973 n. 269 e successive modificazioni e integrazioni. Altri riferimenti legislativi da rispettare sono: - D.M. n. 11.7.8 "Norme fitosanitarie relative all'importazione, esportazione e transito dei vegetali e prodotti vegetali" e successive modificazioni ed integrazioni. - D.M. n. 482 del 03.09.1987; - Convenzioni Internazionali su Direttive C.E.E.-Legge 26/75 e Legge 974/75, "Protezione per le nuove varietà vegetali". - Legge n. 194 del 30.7.1942, e successive modificazioni ed integrazioni: Importazione in Sardegna delle piante e portainnesti provenienti da altri compartimenti italiani. - D. M. del 22.12.1993 "Misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali."; e successive modificazioni. L'Impresa, se richiesta, dovrà dichiararne la provenienza. L’Amministrazione si riserva, comunque, la facoltà di scartare il materiale non rispondente alle caratteristiche indicate nel presente Capitolato in quanto non conforme ai requisiti morfologici, fisiologici e fitosanitari che garantiscano la buona riuscita dell'impianto, o che non ritenga comunque adatto alla sistemazione da realizzare. Le piante dovranno essere esenti da attacchi di insetti, malattie crittogamiche, virus, altri patogeni, deformazioni e alterazioni di qualsiasi natura che possano compromettere il regolare sviluppo vegetativo e il portamento tipico della specie. L'Impresa sotto la sua piena responsabilità potrà utilizzare piante non provenienti da vivaio e/o di particolare valore estetico unicamente se accettate dall’Amministrazione. Le piante dovranno essere etichettate singolarmente o per gruppi omogenei per mezzo di cartellini di materiale resistente alle intemperie sui quali sia stata riportata, in modo leggibile e indelebile, la denominazione botanica (genere, specie, varietà) del gruppo a cui si riferiscono. Per quanto riguarda il trasporto delle piante, l'Impresa dovrà prendere tutte le precauzioni necessarie affinché queste arrivino sul luogo della sistemazione nelle migliori condizioni possibili, curando che il trasferimento venga effettuato con mezzi, protezioni e modalità di carico idonei con particolare attenzione perché rami e...
Materiale vegetale. Art. 26 - Alberi
Materiale vegetale. Il materiale vegetale, la modalità di esecuzione dei lavori e la manutenzione fanno riferimento alla PARTE SECONDA.
Materiale vegetale. Per materiale vegetale si intende tutto il materiale vivo (alberi, arbusti, tappezzanti, sementi ecc.) occorrente per l’esecuzione del lavoro. Questo materiale dovrà provenire da ditte appositamente autorizzate secondo le normative vigenti. L’Impresa dovrà dichiararne la provenienza con relativa certificazione varietale e fitosanitaria alla Direzione Lavori.
Materiale vegetale. Campo collezione ARSIAL sito in Viterbo, località Troscione
Materiale vegetale. 1. Le piante dovranno essere esenti da attacchi di insetti, malattie crittogamiche, virus, altri patogeni, deformazioni e alterazioni di qualsiasi natura; dovranno aver subito le necessarie lavorazioni in vivaio ed essere singolarmente etichettate o per gruppi omogenei. 2. L'Impresa dovrà far pervenire alla D.L., con almeno 48 ore di anticipo, comunicazione scritta della data in cui le piante verranno consegnate sul cantiere. 3. Per quanto riguarda il trasporto delle piante, l'impresa dovrà prendere tutte le precauzioni necessarie affinché queste arrivino sul luogo della sistemazione nelle migliori condizioni possibili e conservate in modo da evitare ogni danno nel tempo intercorrente fra la consegna e la messa a dimora.
Materiale vegetale. Per materiale vegetale s'intende tutto il materiale vivo (alberi, arbusti, piante fiorite annuali e perenni, tappezzanti, tappeto erboso a rotoli, ecc.) il cui onere di fornitura e posa in opera è incluso nel Servizio. Il Responsabile si riserva comunque la facoltà di effettuare, contestualmente alla Ditta appaltatrice, visite ai vivai di provenienza allo scopo di scegliere le piante, si riserva quindi la facoltà di scartare quelle non rispondenti alle caratteristiche indicate nel presente Capitolato o che non ritenga comunque adatte alla sistemazione da realizzare. Prima della consegna la Ditta dovrà presentare al Responsabile del Servizio un esemplare di pianta campione con almeno 6 (sei) giorni di anticipo per ogni specie di pianta richiesta, e dare comunicazione scritta della data in cui le piante verranno consegnate sul cantiere. Il campione verrà esaminato dal Responsabile del Servizio che dovrà esprimere il suo gradimento. Le piante fornite dovranno corrispondere alla pianta campione ed essere esenti da attacchi d'insetti, malattie crittogamiche, virus, altri patogeni, deformazioni e alterazioni di qualsiasi natura che possano compromettere il regolare sviluppo vegetativo e il portamento tipico della specie. Le piante dovranno aver subìto le necessarie lavorazioni in vivaio e rispondere alle specifiche contenute nelle Prescrizioni tecniche. Le piante dovranno essere etichettate singolarmente o per gruppi omogenei per mezzo di cartellini di materiale resistente alle intemperie sui quali sia stata riportata, in modo leggibile e indelebile, la denominazione botanica (genere, specie, varietà, cultivar) del gruppo a cui si riferiscono. Per quanto riguarda il trasporto delle piante, la Ditta dovrà prendere tutte le precauzioni necessarie affinché queste arrivino sul luogo della sistemazione nelle migliori condizioni possibili, curando che il trasferimento venga effettuato con mezzi, protezioni e modalità di carico idonei, con particolare attenzione perché rami e corteccia non subiscano danni e le zolle non abbiano a frantumarsi a causa dei sobbalzi o per il peso dei carico del materiale soprastante. Una volta giunte a destinazione, tutte le piante dovranno essere trattate in modo che sia evitato loro ogni danno; il tempo intercorrente tra il prelievo in vivaio e la messa a dimora definitiva (o la sistemazione in vivaio provvisorio) dovrà essere il più breve possibile. In particolare la Ditta curerà che le zolle e le radici delle piante, che non possono es...
Materiale vegetale. 47 Alberi 48 Arbusti e Cespugli 48 Piante Rampicanti 49 Erbacee acquatiche 49 Sementi 49
Materiale vegetale. Le analisi genetico-molecolari verranno condotte su una collezione di “grani antichi” mantenuti presso l’ARSIAL e tuttora coltivati nel Lazio, con particolare riferimento a popolazioni locali di farro (T. dicoccum) e varietà locali di frumento tenero (T. aestivum). In particolare, la collezione di popolazioni locali di farro comprende: 1) Due accessioni di una popolazione locale coltivata nella Valle dell’Aniene nei comuni di Cineto Romano, Riofreddo, Vallinfreda e Vivaro tutti in provincia di Roma; 2) Due accessioni di una popolazione locale coltivata nell’▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ del Tronto in diversi comuni nella provincia di Rieti (Accumoli, Amatrice, Borbona, Cittareale, Colli sul Velino, Fiamignano, Labro, Leonessa, Morro Reatino, ▇▇▇▇▇▇▇▇ Salto, Posta e Rivodutri); 3) Cinque accessioni recentemente collezionate dai tecnici ARSIAL nel Comune di Leonessa (RI); 4) Una accessione recentemente collezionata dai tecnici ARSIAL nel comune di Amatrice (RI). Per un’accurata classificazione e identificazione delle popolazioni locali coltivate nel Lazio nelle analisi genetico-molecolari verranno inoltre incluse almeno quattro popolazioni di farro rappresentative delle tipologie coltivate nelle zone montane dell’Appennino Centrale (es. Farro di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e di Norcia coltivati in Umbria ed una popolazione locale coltivata in Abruzzo) e nella Garfagnana, insieme a quattro varietà moderne iscritte al Registro Varietale Nazionale e ottenute mediante selezione entro popolazione (es. ▇▇▇▇▇▇, Yakube e ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇) o da incrocio con frumento duro (es. Padre ▇▇▇). La collezione di varietà locali di frumenti teneri comprende: 1) Due accessioni di una varietà locale denominata ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ anticamente coltivato nel Comune di Campodimele (LT) e per la quale il Parco dei Monti Aurunci si sta operando per evitarne la completa estinzione; 2) Cinque accessioni della varietà locale Biancola probabilmente originaria della zona del Terminillo (RI) e oggi coltivata oltre che nel comune di Leonessa anche nell’altopiano di Rascino; 3) Una accessione della varietà locale Rosciola probabilmente originaria dell’Abruzzo e collezionata dai tecnici dell’ARSIAL presso un agricoltore del Comune di Fiamignano (RI); 4) Due accessioni di una varietà locale denominata Saracolla, probabilmente appartenente al frumento tenero e originaria dell’Abruzzo dove veniva chiamata Saravolla, collezionate dai tecnici dell’ARSIAL presso due agricoltori del Comune di Leonessa (RI); 5) Una accessione dell’antica varietà l...