Considerazioni generali. Prima di procedere ad illustrare la metodologia valutativa adottata occorre formulare alcune considerazioni: - I beni materiali presenti nei locali non sono tutti di proprietà della società fallita, poiché come precedentemente indicato, a partire dalla stipula del contrato di affitto di azienda, gran parte dell’utensileria è stata sostituita e acquistata direttamente dalla società affittuaria, così come alcuni beni mobili e arredi. Tra i beni non di proprietà della società fallita si segnala in particolare il bancone del bar, il quale è stato oggetto di procedura esecutiva mobiliare prima della dichiarazione di fallimento con conseguente vendita sul posto e aggiudicazione alla società affittuaria s.r.l.; - Il valore dell’attività è fondamentalmente determinato dalla licenza commerciale detenuta per i locali di Torino Via Baretti n. 15/C associata alla presenza dei due contratti di locazione dei locali sopra descritti con durata residua sufficientemente lunga (4,5 anni per la parte di locali di Via Baretti e 10,5 anni per Via ▇. ▇▇▇▇▇▇▇) con canone di locazione mensile complessivo di circa Euro 1.150; - E’ noto che la collocazione di un locale nella zona di San Salvario gode del notevole afflusso di presenze in orari serali soprattutto di un pubblico giovane e quindi l’acquisto dell’azienda in Via Baretti consente l’acquisizione di un’attività commerciale in una zona a forte attrazione di pubblico; - Il locale, classificabile come cocktail bar, gode di una posizione strategica, nel cuore di San Salvario, quartiere di Torino riqualificato negli ultimi anni e divenuto uno dei principali centri di attrazione della vita notturna torinese; - Il locale si presenta con uno stile moderno e innovativo che ben si lega ai tratti caratteristici del quartiere di San Salvario, conservando elementi che riconducono alla multietnicità e storia della zona da poco riqualificata; - I locali destinati allo svolgimento dell’attività comprendono spazi interni di circa 80 mq dotati di posti a sedere e superfici utilizzate per la preparazione (cucina) di circa 8 mq; gli spazi esterni comprendono un dehor di area di 21 mq su ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇ ▇▇ ▇, ▇ mq su Via SAnselmo; - La licenza è sicuramente uno degli elementi chiave che contribuiscono a formare l’avviamento di un’azienda commerciale, pur non essendo l’unico perché altri fattori che possono influire sullo stesso sono l’organizzazione, la professionalità del personale, la reputazione testimoniata dai giudizi sul web che attribuiscono notorietà al locale; - La liberalizzazione delle licenze commerciali in generale ha portato a un ridimensionamento del valore economico delle stesse, ma nel caso in oggetto si ritiene che esista un valore significativo di avviamento considerata la collocazione strategica del locale, la durata residua dei contratti di locazione sufficientemente lunga e l’importo dei canoni di locazione.
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Sources: Relazione Di Stima
Considerazioni generali. Prima In data 17 aprile 2009, l’A.O. Ordine Mauriziano di procedere Torino e i soggetti sindacali legittimati hanno concluso l’iter della sottoscrizione dell’ipotesi di contratto collettivo integrativo aziendale (Ccia) del personale non dirigente per il quadriennio 2006 – 2009. L’accordo sottoscritto dà attuazione – per quanto concerne la parte procedurale - all’art. 4 del Ccnl stipulato il 19 aprile 2004 con validità per il quadriennio 2002 – 2005; dal punto di vista sostanziale invece il riferimento è costituito dal Ccnl stipulato il 10 aprile 2008 con validità per il successivo quadriennio 2006 – 2009. Sono mancate comunque indicazioni di carattere generale da parte della Regione Piemonte in quanto ad illustrare eventuali indirizzi da seguire prioritariamente nell’applicazione dei vari istituti contrattuali. Peraltro a livello regionale ha rilevanza, relativamente alla quantificazione delle risorse economiche disponibili per la metodologia valutativa adottata occorre formulare alcune considerazioni: - I beni materiali presenti nei locali contrattazione, l’accordo raggiunto in data 7 novembre 2006 (recepito con DGR 38-4930 del 18/12/06) in merito alle “risorse regionali aggiuntive” per il biennio economico contrattuale 2004 – 2005 (sono invece in fase preparatoria le trattative per definire le risorse aggiuntive regionali per il biennio 2006 – 2007, che fanno riferimento al citato Ccnl 10/4/2008). Ciò premesso, si tratta del primo contratto integrativo di questa azienda ospedaliera, costituita nel febbraio 2005. In realtà la discussione sindacale per definire il Ccia è iniziata all’indomani della costituzione dell’azienda, per cui già a gennaio 2006 le parti avevano raggiunto un accordo informale su parte del testo dell’articolato ma non sono tutti concordando su alcuni punti essenziali concernenti, ad esempio, l’erogazione delle fasce retributive e la regolamentazione dei sistemi di proprietà incentivazione. Peraltro le successive vicende gestionali, che hanno visto tra l’altro l’avvicendamento della società fallitaDirezione aziendale, poiché come precedentemente indicatohanno comportato l’adozione di una scelta metodologica diversa in ordine alla conduzione delle relazioni sindacali privilegiando la chiusura di singoli accordi riguardanti singoli istituti contrattuali, a partire seconda delle urgenze che andavano affrontate, visto che nel corso del 2006 l’Amministrazione ha dovuto prendere atto che non sussistevano le condizioni per definire l’accordo relativo al Ccia. Soltanto una volta definiti gli argomenti più rilevanti, anche dal punto d vista economico (si veda ad esempio l’accordo stralcio concluso nell’aprile 2007, del quale peraltro il Collegio Sindacale è stato debitamente informato con specifica relazione del 16 maggio 2007), si sono realizzate le condizioni per poter procedere alla stipulazione della preintesa riferita al vero e proprio contratto integrativo aziendale, costituito di fatto dall’ossatura già discussa tra il 2005 ed il 2006 sulla quale sono stati inseriti e coordinati gli accordi – stralcio raggiunti nel periodo successivo. In tale contesto, possono sinteticamente riepilogarsi così come segue le principali caratteristiche ed indirizzi proprie di questa tornata di contrattazione integrativa:
1. Il Ccia riguarda il periodo 1 gennaio 2006 - 31 dicembre 2009 e gli effetti di tale accordo decorrono in via generale dal giorno successivo alla data di stipulazione, salvo specifica e diversa prescrizione e decorrenza espressamente prevista dal contratto stesso;
2. Il Ccia rispetta le vigenti prescrizioni legislative e contrattuali per le quali (art. 4 comma 6 ccnl 7/4/99) “i contratti collettivi integrativi non possono essere in contrasto con vincoli e limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali e si svolgono sulle materie stabilite dal presente articolo. Le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate”;
3. Tenuto conto degli spazi regolativi riservati alle diverse fonti (legge, regolamenti, contratto nazionale, etc.) e al potere datoriale (art. 5 comma 2 del D. Lgs n. 165/2001), l’azienda ha inteso porre particolare attenzione al tentativo di ottemperare alla contrattazione integrativa aziendale non soltanto come ad un mero adempimento “burocratico amministrativo” ma anche come ad uno strumento gestionale che non può prescindere dalla stipula valutazione della situazione della realtà aziendale. In base a tali premesse, in particolare nell’ambito del contrato CCIA risultano affrontate e definite le seguenti tematiche:
a) è stato definito un sistema stabile e sistematico che prevede le modalità di affitto di azienda, gran parte dell’utensileria applicazione della cosiddetta progressione orizzontale del personale; in questo contesto è stata sostituita valorizzata in ambito aziendale anche la valutazione individuale del personale come fattore concorrente all’espletamento della selezione necessaria ove le risorse annualmente disponibili non risultino sufficienti per l’attribuzione delle fasce retributive alla totalità degli aspiranti;
b) come previsto dal Ccnl, è stata data attuazione pratica all’incentivazione del percorso di valorizzazione e acquistata direttamente dalla società affittuariariqualificazione professionale dei dipendenti del SSN per il rilancio della qualità dei servizi e delle prestazioni all'utenza avviato, così come in particolare, con il precedente biennio, attraverso la previsione e finalizzazione delle relative risorse alla creazione, da una parte, dei nuovi profili di Infermiere Generico esperto e Operatore Tecnico Professionale esperto, e, dall’altra, all’istituzione del profilo di OSS; inoltre, nello stesso ambito, sono state definite le risorse utilizzabili per le altre progressioni verticali coinvolgenti il restante personale dei ruoli tecnico ed amministrativo
c) sul versante della valorizzazione delle professionalità presenti in azienda per il rilancio della qualità dei servizi e delle prestazioni all'utenza, unitamente all’esigenza di presidiare adeguatamente alcuni beni mobili e arredi. Tra i beni non di proprietà della società fallita settori strategici aziendali, per la prima volta si segnala è data applicazione all’istituto delle posizioni organizzative; in particolare il bancone del bar, il quale è stato oggetto concordato il finanziamento dai fondi contrattuali di procedura esecutiva mobiliare prima 28 posizioni organizzative, delle quali circa il 60 per cento è destinato alle professionalità sanitarie (le posizioni sono state successivamente individuate nel dettaglio dall’Amministrazione con deliberazioni n. 320 del 20 aprile 2007, n. 743 del 31 ottobre 2007, n. 1018 del 24 dicembre 2008)
d) sul versante dei sistemi d’incentivazione, i vigenti meccanismi già in atto ed improntati al sistema di obiettivi aziendali annuali, sono stati meglio delineati e precisati, da un lato mediante specificazione dei meccanismi operativi legati alla valorizzazione della dichiarazione retribuzione di fallimento risultato soltanto in base al reale raggiungimento degli obiettivi prefissati, dall’altro all’erogazione delle quote d’incentivazione sempre più legate all’effettivo apporto individuale alla realizzazione dei medesimi obiettivi (ad esempio relativamente alla valutazione individuale annuale ai fini dell’erogazione del conguaglio incentivi);
e) infine sono stati affrontati altri importanti istituti normativi (primi fra tutti orario di lavoro e part time) nell’ambito dei quali si è realizzato un adeguato contemperamento fra tutela e valorizzazione delle esigenze professionali e personali dei dipendenti con conseguente vendita sul posto le esigenze di funzionalità dei servizi aziendali (si veda ad esempio la quantificazione delle percentuali massime di concedibilità del rapporto a tempo parziale o il rafforzamento del concetto di preventiva autorizzazione del lavoro straordinario). Nel dettaglio comunque il testo del Ccia è articolato in 33 articoli. Sono presenti inoltre due serie di allegati (vedi artt. 29 e aggiudicazione alla società affittuaria s.r.l30) in merito alle schede di valutazione individuale da utilizzare ai fini dell’attribuzione delle fasce retributive e dell’erogazione del saldo incentivi.; - Il valore dell’attività è fondamentalmente determinato dalla licenza commerciale detenuta per i locali di Torino Via Baretti n. 15/C associata alla presenza dei due contratti di locazione dei locali sopra descritti con durata residua sufficientemente lunga (4,5 anni per la parte di locali di Via Baretti e 10,5 anni per Via ▇. ▇▇▇▇▇▇▇) con canone di locazione mensile complessivo di circa Euro 1.150; - E’ noto che la collocazione di un locale nella zona di San Salvario gode del notevole afflusso di presenze in orari serali soprattutto di un pubblico giovane e quindi l’acquisto dell’azienda in Via Baretti consente l’acquisizione di un’attività commerciale in una zona a forte attrazione di pubblico; - Il locale, classificabile come cocktail bar, gode di una posizione strategica, nel cuore di San Salvario, quartiere di Torino riqualificato negli ultimi anni e divenuto uno dei principali centri di attrazione della vita notturna torinese; - Il locale si presenta con uno stile moderno e innovativo che ben si lega ai tratti caratteristici del quartiere di San Salvario, conservando elementi che riconducono alla multietnicità e storia della zona da poco riqualificata; - I locali destinati allo svolgimento dell’attività comprendono spazi interni di circa 80 mq dotati di posti a sedere e superfici utilizzate per la preparazione (cucina) di circa 8 mq; gli spazi esterni comprendono un dehor di area di 21 mq su ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇ ▇▇ ▇, ▇ mq su Via SAnselmo; - La licenza è sicuramente uno degli elementi chiave che contribuiscono a formare l’avviamento di un’azienda commerciale, pur non essendo l’unico perché altri fattori che possono influire sullo stesso sono l’organizzazione, la professionalità del personale, la reputazione testimoniata dai giudizi sul web che attribuiscono notorietà al locale; - La liberalizzazione delle licenze commerciali in generale ha portato a un ridimensionamento del valore economico delle stesse, ma nel caso in oggetto si ritiene che esista un valore significativo di avviamento considerata la collocazione strategica del locale, la durata residua dei contratti di locazione sufficientemente lunga e l’importo dei canoni di locazione.
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Considerazioni generali. Prima Sulla base di procedere ad illustrare quanto sopra esposto si ritiene infine necessario evidenziare in elenco le principali criticità emerse dall'analisi del progetto che ulteriormente motivano le richieste di integrazioni sopra elencate e che costituiscono fattori di rischio di rilevanza tale da rendere necessario un approfondimento fondato su esaustive ed inequivocabili argomentazioni. Ci si riferisce in particolare ai seguenti temi:
1) La scelta del sito si basa sui risultati di un solo sondaggio, eseguito qualche decennio fa in via Scala a Rivara (Pozzo denominato San Felice sul ▇▇▇▇▇▇ 1), nel tentativo, risultato vano, di trovare un giacimento di metano. Si utilizzano così dei dati raccolti per altri scopi e per di più con la metodologia valutativa adottata occorre formulare alcune considerazioni: - I beni materiali presenti nei locali tecnologia disponibile all’epoca, per cui si ritiene possano essere poco significativi.
2) Dalla lettura dei dati raccolti in questo pozzo (San Felice 1) e da quanto emerse dal pozzo della Ca’ Bruciata, perforato dalla S.P.I. e distante dal precedente poche centinaia di metri, si rileva come si siano incontrati livelli con metano per spessori molto limitati il che può essere causato o da una situazione paleoambientale tale da avere generato poco gas, oppure da una fessurazione nelle rocce serbatoio (quelle che ora si dovrebbero utilizzare come serbatoio) che ha permesso il disperdersi del metano (il che porrebbe problemi seri alla esecuzione dell’intervento in progetto), oltre che presenza di acque con un elevatissimo tenore salino (acque connate). La seconda ipotesi è sostenuta dalla presenza di due grandi fratture (in Pellegrini, ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇▇▇▇▇, 1976, fig.1, Istituto di ricerca sulle acque CNR, P./336), con spostamento dei blocchi (faglie) nella cupola, che la stratificazione delle rocce profonde forma; cupola che dovrebbe essere ora utilizzata come serbatoio del metano. Va precisato come le due grandi fratture non siano due semplici “crepe” nella roccia ma due fasce di larghezza variabile di roccia triturata, e quindi come esistano volumi considerevoli di roccia molto permeabili; inoltre le grandi faglie non sono tutti mai isolate, ma accompagnate da altre minori, per cui la zona permeabile aumenta e se da un lato permette l’immissione di proprietà una maggior quantità di metano nel sottosuolo dall’altro potrebbe fare giungere a scarsa profondità il metano stesso favorendone così la dispersione. Che la tenuta della società fallitaformazione litologica che copre il “serbatoio” in certi punti venga meno lo dimostrano due fenomeni presenti in luoghi distanti dal sito scelto per il deposito, poiché rispettivamente km 2,250 e km 7,500 in linea d’aria. Il primo consiste nella venuta in superficie di acqua salata che si ritiene connata, ossia associata a depositi d’idrocarburi, nella fattispecie di metano attraverso un pozzo artesiano fatto perforare nel 1948 dalla Amministrazione Comunale, al centro del campo del mercato, per rifornire il paese d’acqua potabile (allora San Felice non aveva ancora la rete di distribuzione dell’acqua potabile). Il secondo fenomeno consiste nella presenza, segnalata dai primi geologi dell'università di Modena, già nel ¹800, di venute in superficie addirittura di petrolio in tracce, alla fine della Via Galeazza (in Comune di Medolla, toponimo Casino ▇▇▇▇▇▇▇ nella tavoletta dell'Istituto Geografico Militare). Il terzo fenomeno ubicato nelle vicinanze del secondo, viene indicato in bibliografia come precedentemente indicatoterre calde di Medolla perché su di esse si scioglie la neve superficiale prima che in altri luoghi (due articoli del giornale Il ▇▇▇▇▇▇ 1893). Anche studi relativamente recenti a firma di autorevoli docenti e ricercatori dell’Istituto di Geologia dell’Università di Modena, hanno rilevato in alcune zone a Nord del sito prescelto la risalita fino alla superficie di acque salate, provenienti da rilevanti profondità, attraverso le grandi masse fessurate generate dalle faglie. A ciò va aggiunto poi che in un'altra pubblicazione un autorevolissimo docente dell’Istituto di Geologia sostiene che una di tali fratture si è attivata anni fa nella zona di Massa-Canalazzo sino in superficie (Pellegrini e Vezzani, 1978) e viene riportata dalla Cartografia del Gruppo del Progetto Finalizzato Geodinamica, sotto-progetto neotettonica, del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
3) Dai cataloghi regionali dei terremoti risulta inoltre che il sottosuolo di San Felice sul ▇▇▇▇▇▇ e dei comuni limitrofi, è stato più volte sede di ipocentri sismici posti a non grande profondità; questi hanno generato terremoti, al massimo del VI° della scala MCS, che potrebbero essere riattivati, a partire dalla stipula causa degli sforzi provocati dallo stoccaggio nel sottosuolo di un gas compresso ad alcune centinaia d’atmosfere.
4) Il sondaggio di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ (▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇ 1) ha inoltre rilevato alla profondità di 1.000 ÷1.500 metri la presenza di acqua salata calda, con una temperatura di circa 70°C, il che provocherà la necessità di una maggior quantità d’energia per comprimere il gas.
5) Non risulta che siano state esaminate le situazioni emerse in numerosi pozzi perforati nelle vicinanze, sempre allo scopo di trovare idrocarburi, e spinti a minor profondità di quello di Via Scala (pozzo San Felice SP 1), anche se ciò avrebbe permesso di valutare la tenuta del contrato “coperchio” del serbatoio che s’intende costruire.
6) Non si è ipotizzata la possibilità che le cementazioni minerarie eseguite nei pozzi per le ricerche d’idrocarburi poco profondi, presenti nella zona, si possano essere deteriorate con il tempo o che non siano state eseguite a regola d’arte; in questi casi il gas potrebbe raggiunge la superficie del suolo.
7) Non sono stati presi in considerazione i rischi derivanti da possibili inondazioni dell’area, tenuto conto che la zona risulta esposta alle inondazioni del Fiume Po, che purtroppo possono verificarsi a breve termine, come testimonia la grande esercitazione eseguita l’anno scorso a Ferrara (con la collaborazione delle protezioni civili degli altri paesi europei), in vista di affitto di azienda, gran parte dell’utensileria tale evento calamitoso. La zona della “Lumachina” è stata sostituita sommersa dalle acque delle rotte del Po del 1839 e acquistata direttamente del 1872 nonché sembrerebbe sia stata solo lambita dalla acque della rotta del 1879.
8) Non sono state forniti sufficienti elementi scientifici atti a scongiurare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che le rocce di copertura siano fessurate e che la loro fessurazione raggiunge il piano di campagna o una quota prossima ad esso come invece dimostra la presenza di:
a) venute in superficie addirittura di petrolio (segnalato dai geologi dell’800) fra Medolla e San Felice, sempre in una zona sovrastante la struttura di Mirandola;
b) anomalie geotermiche (ossia temperature anomale elevate) in superficie nei pressi delle venute d’idrocarburi sopra ricordate che denotano anch’esse inequivocabilmente la risalta di acqua da grandi profondità;
c) scavernamenti nei terreni agricoli ascritti dall’Università di Bologna a venute di gas in superficie con anomalie geochimiche nelle acque;
d) una lunga frattura in superficie (faglia) che parte dalla località Canalazzo (a est del sito scelto) e che giunge sino a Mirandola, rilevata negli anni ‘70 dall’Università di Modena che non viene considerata nel progetto;
e) l’assottigliamento verso oriente della formazione geologica di copertura, cosa dichiarata dalla società affittuariaproponente IGM, così come alcuni beni mobili che in un documento depositato alla borsa di Londra asserisce che lo spessore della copertura si riduce dai 35 mt. ai 7 mt nello spazio che va dal pozzo Bignardi 1 al pozzo ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇. Riferimenti Bibliografici ▇▇▇▇▇▇ ▇., ▇▇▇▇▇▇▇▇ M., ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ S., Di Giovambattista R., ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ G., ▇▇▇▇▇▇▇▇ S., ▇▇▇▇▇▇ G., ▇▇▇▇▇ E., ▇▇▇▇▇ P.V., ▇▇▇▇▇ S., ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ E. (2000) Geochemical and geophysical monitoring in tectonically active areas of the Po valley (Northern Italy). Case histories linked to gas emission structures. Geografia Fisica e arrediDinamica Quaternaria, 23, 3-20. Tra i beni non ▇▇▇▇▇ N., ▇▇▇▇▇ P., ▇▇▇▇▇▇▇ M., ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ E., Viti M., D'Intinosante V., Babbucci D., Albarello D.(2007) Short term (geodetic) and long term (geological) deformation pattern in the Northern Apennines, Geology (in revisione). ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ A., ▇▇▇▇▇ E., ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇., ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇., ▇▇▇▇▇▇▇▇ F.(2006) New insights into the underground hydrology of the eastern Po Plain (northern Italy). Bollettino di proprietà della società fallita si segnala Geofisica Teorica ed Applicata, 47, 271- 298. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇., ▇▇▇▇▇ P.(1988) Controllo di una faglia” nell'abitato di Correggio . Studi e Ricerche. Istituto di Topografia, Geodesia e Geofisica Mineraria di Bologna, 313-329. ▇▇▇▇ S.K.(2000) Induced earthquakes. Kluwer Academic Publishers. Dordrecht. 314 ▇. ▇▇▇▇ S. (2007) La geotermia che fa tremare. Internazionale, 677, 26 Gennaio 2007, p.84. Minissale A., ▇▇▇▇▇ G., ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ G., ▇▇▇▇▇▇▇ ▇., ▇▇▇▇▇ G.F.(2000) Fluid geochemical transect in particolare il bancone del barthe Northern Apennines (central-northern Italy): fluid genesis and migration and tectonic implications. Tectonophysics, il quale è stato oggetto di procedura esecutiva mobiliare prima della dichiarazione di fallimento con conseguente vendita sul posto e aggiudicazione alla società affittuaria s.r.l319, 199-222. ▇▇▇▇▇ ▇.; - Il valore dell’attività è fondamentalmente determinato dalla licenza commerciale detenuta per i locali di Torino Via Baretti n. 15/C associata alla presenza dei due contratti di locazione dei locali sopra descritti con durata residua sufficientemente lunga (4,5 anni per la parte di locali di Via Baretti e 10,5 anni per Via , ▇▇▇▇▇▇▇ F.A.(2002) Noble gas geochemistry. Cambridge University Press. Cambridge, 286 ▇. ▇▇▇▇▇▇▇) con canone di locazione mensile complessivo di circa Euro 1.150; - E’ noto che la collocazione di un locale nella zona di San Salvario gode del notevole afflusso di presenze in orari serali soprattutto di un pubblico giovane e quindi l’acquisto dell’azienda in Via Baretti consente l’acquisizione di un’attività commerciale in una zona a forte attrazione di pubblico; - Il locale, classificabile come cocktail bar, gode di una posizione strategica, nel cuore di San Salvario, quartiere di Torino riqualificato negli ultimi anni e divenuto uno dei principali centri di attrazione della vita notturna torinese; - Il locale si presenta con uno stile moderno e innovativo che ben si lega ai tratti caratteristici del quartiere di San Salvario, conservando elementi che riconducono alla multietnicità e storia della zona da poco riqualificata; - I locali destinati allo svolgimento dell’attività comprendono spazi interni di circa 80 mq dotati di posti a sedere e superfici utilizzate per la preparazione (cucina) di circa 8 mq; gli spazi esterni comprendono un dehor di area di 21 mq su ▇▇▇ M., ▇▇▇▇▇▇▇ ▇ L.(1978) Faglie attive in superficie nella pianura padana presso Correggio (Reggio ▇▇ ▇▇▇▇▇) e Massa Finalese (Modena). Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, ▇ mq su Via SAnselmo; - La licenza è sicuramente uno degli elementi chiave che contribuiscono a formare l’avviamento di un’azienda commerciale1, pur non essendo l’unico perché altri fattori che possono influire sullo stesso sono l’organizzazione, la professionalità del personale, la reputazione testimoniata dai giudizi sul web che attribuiscono notorietà al locale; - La liberalizzazione delle licenze commerciali in generale ha portato a un ridimensionamento del valore economico delle stesse, ma nel caso in oggetto si ritiene che esista un valore significativo di avviamento considerata la collocazione strategica del locale, la durata residua dei contratti di locazione sufficientemente lunga e l’importo dei canoni di locazione141-149.
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Sources: Concessione Per Stoccaggio Sotterraneo Di Gas Metano