Compendio. La situazione macroeconomica della Romania resta fragile, ma nel 2000 vi sono stati segni di graduale miglioramento. Risultati di rilievo sono stati il considerevole ridursi del disavanzo delle partite correnti, il rimborso integrale e puntuale di tutte le obbligazioni nei confronti dell'estero e il ricostituirsi di riserve ufficiali. Nel corso del 2000, indizi incoraggianti sono state la ripresa delle esportazioni e la crescita del PIL in termini reali. Tuttavia, il tasso d'inflazione è rimasto eccessivamente elevato e quanto mai deludente è stato l'afflusso d'investimenti esteri diretti. Per quanto riguarda le riforme strutturali, non vi sono stati progressi rilevanti e resta scarsa la disciplina finanziaria del settore imprenditoriale. La privatizzazione delle piccole e medie imprese è proseguita a rapido ritmo, ma minori progressi si sono registrati nella privatizzazione e nella ristrutturazione delle grandi aziende statali in perdita. Si sono avviate numerose operazioni di privatizzazione, ma solo poche sono state completate, mentre si sono dovute posporre o annullare la maggior parte di esse. Ha continuato a deteriorarsi la situazione nel settore agricolo, che è di gran lunga la massima fonte di occupazione. La crescita del settore privato è stata ostacolata dalle difficoltà di natura giuridica, politica ed economica, quali il disfunzionamento del sistema finanziario e l'ambiguità nella normativa dei diritti di proprietà. Nel novembre 1999 il Consiglio UE decise di concedere alla Romania, nell'ambito di un programma FMI, un'assistenza macrofinanziaria di 200 milioni EUR in appoggio alle iniziative statali intese ad accelerare le riforme e ad assicurare la stabilità macroeconomica. La prima quota di 100 milioni EUR è stata versata quando l'FMI ha concluso con esito positivo il primo esame dell'ASB. Purtroppo le condizioni imposte dall'FMI sono risultate ben presto non rispettate e non si è effettuato il successivo esame dell'attuazione del programma, previsto per il settembre 2000. Di conseguenza, non è mai stata versata la seconda quota dell'assistenza macrofinanziaria, che era in forma di prestito.
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Compendio. La situazione macroeconomica della Romania resta fragileDopo un decennio di crescita negativa, l'economia ucraina si è avviata alla ripresa verso la fine del 1999 e, secondo le stime, ha registrato nel 2000 una crescita del 6%. L'inflazione si è accelerata nel 2000, in seguito al forte deprezzamento del grivna tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000 ed anche per il rincaro del petrolio e altri fattori, ma se ne prevede un calo nel 2001. In seguito all'incidenza positiva che la ripresa economica ha esercitato sulle entrate, il disavanzo statale consolidato si è ridotto nel 2000 vi sono stati segni di graduale miglioramentoall'1,5%. Risultati di rilievo sono stati il considerevole ridursi del disavanzo delle partite correnti, il rimborso integrale e puntuale di tutte le obbligazioni La posizione finanziaria dell'Ucraina nei confronti dell'estero e si è rafforzata in misura considerevole. Grazie a una rassicurante crescita delle esportazioni, il ricostituirsi di riserve ufficialisaldo delle partite correnti ha registrato nel 2000 una forte eccedenza. Nel corso del Nell'aprile 2000, indizi incoraggianti sono state la ripresa delle esportazioni e la crescita inoltre, l'Ucraina ha ristrutturato con successo il suo debito estero di circa 2,6 miliardi USD nei confronti del PIL in termini reali. Tuttavia, il tasso d'inflazione è rimasto eccessivamente elevato e quanto mai deludente è stato l'afflusso d'investimenti esteri direttisettore privato. Per quanto riguarda le riforme strutturali, non vi anche se il Governo riformista costituitosi nel 1999 ha intrapreso iniziative di rilievo in campi quali la privatizzazione, la normativa del settore bancario, la riforma fondiaria e le riforma del settore dell'energia (decidendo tra l'altro di chiudere la centrale di Chernobyl il 15 dicembre 2000), molto rimane da fare. In particolare, i progressi nella riforma del settore del gas sono stati progressi rilevanti deludenti e resta scarsa molto debole è rimasta la disciplina finanziaria del settore imprenditorialesituazione di alcune grandi banche. La privatizzazione delle piccole e medie imprese è proseguita Inoltre, l'Ucraina ha continuato a rapido ritmoimporre varie restrizioni agli scambi commerciali che non soltanto sono sconsigliabili sotto il profilo economico, ma minori progressi si sono registrati nella privatizzazione violano le norme del suo Accordo di partenariato e nella ristrutturazione delle grandi aziende statali in perditadi cooperazione (APC) con l'UE. Si sono avviate numerose operazioni Dopo oltre un anno di privatizzazionedifficili dibattiti, ma solo poche sono state completatecomplicati da segnalazioni di utilizzo irregolare dei fondi dell'FMI da parte della Banca nazionale dell'Ucraina (BNU) nel 1997-98, mentre si sono dovute posporre o annullare la maggior parte di esse. Ha continuato a deteriorarsi la situazione nel settore agricolo, che è di gran lunga la massima fonte di occupazione. La crescita del settore privato è stata ostacolata dalle difficoltà di natura giuridica, politica ed economica, quali il disfunzionamento del sistema finanziario e l'ambiguità nella normativa dei diritti di proprietà. Nel novembre 1999 il Consiglio UE decise di concedere alla Romania, nell'ambito di un programma FMI, un'assistenza macrofinanziaria di 200 milioni EUR in appoggio alle iniziative statali intese ad accelerare le riforme e ad assicurare la stabilità macroeconomica. La prima quota di 100 milioni EUR è stata versata quando l'FMI ha concluso con esito positivo il primo esame dell'ASBapprovato nel dicembre 2000 la riattivazione dell'agevolazione ampliata di credito (EFF). Purtroppo le condizioni imposte dall'FMI sono risultate ben presto non rispettate e non Nello stesso mese, una missione della Commissione si è effettuato recata a Kiev per concordare i provvedimenti politici a cui sarebbe stato subordinato il successivo esame dell'attuazione del programma, previsto per il settembre 2000. Di conseguenza, non è mai stata versata la versamento della seconda quota dell'assistenza macrofinanziaria, che era in forma macrofinanziaria di prestito150 milioni EUR approvata dall'UE nell'ottobre 1998.
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Compendio. Anche prima della crisi nella primavera 1999, sull'economia del Kosovo influivano negativamente l'isolamento internazionale della Repubblica federale di Iugoslavia (RFI), la lentezza con cui venivano attuate le riforme economiche e la totale assenza d'investimenti da quasi un decennio. Come conseguenza del conflitto, sono stati danneggiati gli alloggi e le pubbliche infrastrutture, vi è stato un ristagno nella produzione agricola e industriale e sono cessate persino le poche funzioni basilari di pagamento svolte dal settore finanziario ufficiale. Dalla fine del conflitto, nel giugno 1999, la collettività internazionale e più in particolare l'UE hanno contribuito alla ricostruzione e allo sviluppo della provincia mediante un'ampia assistenza finanziaria. Con la risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza, si è costituita l'Amministrazione civile temporanea delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK), che ha compiuti sostanziali progressi in vari settori. In campo economico l'UNMIK, e in particolare il suo IV pilastro per la ricostruzione e lo sviluppo economici, di cui è responsabile l'UE, si è già ampiamente adoperata per organizzare un valido contesto istituzionale ed economico, comprendente la legalizzazione del ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ e un bilancio consolidato del Kosovo. Si sono compiuti progressi in importanti settori economici, quali la promozione del processo di ricostruzione, lo sviluppo del settore privato, le attività bancarie ed i pagamenti, l'ampliamento della base di prelievo e la conduzione di valide politiche di bilancio. Come risultato, è evidente la ripresa, a ritmo piuttosto rapido, dell'attività economica dopo la fine del conflitto, anche se è limitata essenzialmente agli scambi commerciali, ad alcuni servizi e alla ricostruzione di base. La situazione macroeconomica della Romania politica del Kosovo resta fragile, ma nel 2000 vi sono stati segni di graduale miglioramento. Risultati di rilievo sono stati il considerevole ridursi del disavanzo delle partite correnti, il rimborso integrale difficile - all'interno e puntuale di tutte le obbligazioni nei confronti dell'estero - e il ricostituirsi risente tuttora di riserve ufficialitensioni etniche e sociali. Nel corso del febbraio 2000, indizi incoraggianti sono state la ripresa delle esportazioni e la crescita del PIL in termini reali. Tuttaviaper proposta della Commissione, il tasso d'inflazione è rimasto eccessivamente elevato e quanto mai deludente è stato l'afflusso d'investimenti esteri direttiConsiglio ha deciso di concedere al Kosovo un'assistenza finanziaria eccezionale della Comunità per l'importo massimo di 35 milioni EUR, a titolo di sovvenzioni. Per quanto riguarda le riforme strutturali, non vi I versamenti sono stati progressi rilevanti effettuati in due quote, nel marzo e resta scarsa la disciplina finanziaria del settore imprenditoriale. La privatizzazione delle piccole e medie imprese è proseguita a rapido ritmo, ma minori progressi si sono registrati nella privatizzazione e nella ristrutturazione delle grandi aziende statali in perdita. Si sono avviate numerose operazioni di privatizzazione, ma solo poche sono state completate, mentre si sono dovute posporre o annullare la maggior parte di esse. Ha continuato a deteriorarsi la situazione nel settore agricolo, che è di gran lunga la massima fonte di occupazione. La crescita del settore privato è stata ostacolata dalle difficoltà di natura giuridica, politica ed economica, quali il disfunzionamento del sistema finanziario e l'ambiguità nella normativa dei diritti di proprietà. Nel novembre 1999 il Consiglio UE decise di concedere alla Romania, nell'ambito di un programma FMI, un'assistenza macrofinanziaria di 200 milioni EUR in appoggio alle iniziative statali intese ad accelerare le riforme e ad assicurare la stabilità macroeconomica. La prima quota di 100 milioni EUR è stata versata quando l'FMI ha concluso con esito positivo il primo esame dell'ASB. Purtroppo le condizioni imposte dall'FMI sono risultate ben presto non rispettate e non si è effettuato il successivo esame dell'attuazione del programma, previsto per il settembre nell'agosto 2000. Di conseguenza, non è mai stata versata la seconda quota dell'assistenza macrofinanziaria, che era in forma di prestito.
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Compendio. La situazione macroeconomica della Romania resta fragileNel periodo successivo al suo costituirsi, nel 1992, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM) ha sperimentato un grave calo del suo PIL. Sono seguiti vari anni di crescita del PIL positiva ma bassa: nel 2000 vi sono stati segni il tasso di graduale miglioramentocrescita è stato ancora molto inferiore a quello del 1992. Risultati Nel 2000 la crescita economica è stata molto elevata per la prima volta dalla dichiarazione dell'indipendenza: in termini reali il PIL si è accresciuto di rilievo sono stati circa il 6%. Contrariamente all'ultima parte del 1999, quando il fattore dominante della crescita era stato il boom successivo al conflitto nel Kosovo, nel 2000 il fattore che ha determinato integralmente la crescita è stato il forte aumento della domanda interna, riguardante al tempo stesso i consumi privati e gli investimenti. Il sostegno internazionale a favore della RFI/Kosovo ha portato al costituirsi di un importante mercato per le esportazioni di una gamma di merci e di servizi. Inoltre, la massiccia presenza nella FYROM di squadre di soccorso, di militari e di altro personale ha ancora incrementato la domanda interna. Il ripristino delle rotte commerciali internazionali e il forte aumento della domanda interna hanno portato a un considerevole ridursi incremento delle importazioni, con il conseguente aggravarsi del disavanzo delle partite correnti. Le trattative con l'FMI riguardanti un nuovo programma da far rientrare eventualmente nell'ambito delle agevolazioni PRGF/EFF si sono concluse infine nell'autunno 2000. Il Consiglio di amministrazione dell'FMI ha approvato in novembre l'agevolazione triennale, e la Banca mondiale ha approvato in dicembre un secondo prestito FESAL. In tale contesto, il rimborso integrale e puntuale Governo si è impegnato ad attuare un ambizioso programma di tutte le obbligazioni nei confronti dell'estero e il ricostituirsi riforme economiche. L'adozione di riserve ufficiali. Nel corso del 2000, indizi incoraggianti sono state la ripresa delle esportazioni un nuovo programma economico e la crescita del PIL in termini realiconclusione positiva delle trattative con l'FMI e con la Banca mondiale, nonché l'accordo su un memorandum d'intesa relativo alle condizioni di erogazione dell'AMF comunitaria, hanno consentito alla Commissione di procedere all'attuazione dell'assistenza dell'importo massimo di EUR 80 milioni decisa dal Consiglio nel novembre 1999.
1. TuttaviaLiberalizzazione dei prezzi La liberalizzazione dei prezzi è pressoché completa. Restano controllati soltanto i prezzi di pochissimi prodotti, tra cui il tasso d'inflazione è rimasto eccessivamente elevato e quanto mai deludente è stato l'afflusso d'investimenti esteri diretti. Per quanto riguarda le riforme strutturali, non vi sono stati progressi rilevanti e resta scarsa la disciplina finanziaria del settore imprenditoriale. La privatizzazione delle piccole e medie imprese è proseguita a rapido ritmo, ma minori progressi si sono registrati nella privatizzazione e nella ristrutturazione delle grandi aziende statali in perdita. Si sono avviate numerose operazioni di privatizzazione, ma solo poche sono state completate, mentre si sono dovute posporre o annullare la maggior parte di esse. Ha continuato a deteriorarsi la situazione nel settore agricolo, che è di gran lunga la massima fonte di occupazione. La crescita del settore privato è stata ostacolata dalle difficoltà di natura giuridica, politica petrolio ed economica, quali il disfunzionamento del sistema finanziario e l'ambiguità nella normativa dei diritti di proprietà. Nel novembre 1999 il Consiglio UE decise di concedere alla Romania, nell'ambito di un programma FMI, un'assistenza macrofinanziaria di 200 milioni EUR in appoggio alle iniziative statali intese ad accelerare le riforme e ad assicurare la stabilità macroeconomica. La prima quota di 100 milioni EUR è stata versata quando l'FMI ha concluso con esito positivo il primo esame dell'ASB. Purtroppo le condizioni imposte dall'FMI sono risultate ben presto non rispettate e non si è effettuato il successivo esame dell'attuazione del programma, previsto per il settembre 2000. Di conseguenza, non è mai stata versata la seconda quota dell'assistenza macrofinanziaria, che era in forma di prestitoi suoi derivati.
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