WELFARE E PREVIDENZA: DETERMINANTE IL SINDACATO Siglato l’accordo tra le parti sociali e il Governo
WELFARE E PREVIDENZA: DETERMINANTE IL SINDACATO |
Siglato l’accordo tra le parti sociali e il Governo |
EDITORIALE
FOCUS ON
CONTRATTAZIONE
Il sindacato piace alla gente a dispetto della politica
di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
Roma in Metro
Rinnovo CCNL
3
di ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇
6/7
di ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇
10
L’INTERVISTA
Mosca: “Dialogo e confronto per lavorare in sinergia”
4/5
WELFARE
Accordo Governo - Sindacati
di ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇
8/9
CRONACHE DAL “CANTIERE FELICE”
La Feneal denuncia con la satira
di ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇
11
SOMMARIO
L’espansione continua dei confini di Roma si confronta costante- mente con le esigenze dei suoi abitanti ma più in generale dei frui- tori della città.
continua a pag. 6
Focus on
Cantiere Feneal ospita in questo numero l’intervi- sta al prefetto di Roma ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇.
Un confronto a tutto tondo sui principali temi legati al nostro settore.
a pag. 4
Intervista
Sindacato e politica sono i temi a con- fronto visti dal Segre- tario Responsabile ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇.
a pag. 3
Editoriale
FENEAL UIL ROMA E LAZIO: le nostre sedi periferiche
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Trimestrale del sindacato delle costruzioni Uil di Roma e Lazio
| Cantiere Feneal • ottobre 2007
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Iscrizione registro stampa n° 436 dell’11 luglio 1997
La riproduzione degli articoli e delle notizie è liberamente consentita.
Il materiale ricevuto non viene restituito. Cantiere Feneal è diffuso esclusivamente per abbonamento.
Finito di stampare: ottobre 2007
a cura di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
Il sindacato piace alla gente a dispetto della politica
EDITORIALE
A differenza dei partiti, del Governo e di altre istituzioni, il sindacato registra una buona fiducia da parte degli ita- liani. Lo rivela il sondaggio effettuato dall’IRR Marcheting per conto della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇. Il contesto nel quale la ricerca è stata realizzata, ha costituito un elemento di conoscenza e di orien- tamento che hanno i lavoratori, i di- soccupati, i giovani e le altre categorie, ossia la parte produttiva del Paese.
Questo ha dato forza al sindacato nel- l’affrontare il negoziato con il Governo sulle pensioni e sul lavoro, facendo tor- nare il sindacato al centro dell’atten- zione dei media; questo ha generato un serio dibattito nell’opinione pub- blica che ha appassionato e diviso l’in- tero mondo del lavoro.
La conclusione di tutto ciò è stato l’am- pio consenso espresso dai lavoratori sul protocollo d’intesa del 23 luglio scorso. Ciò nonostante, l’aspetto che per settimane ha caratterizzato il con- fronto e di conseguenza l’informa- zione, è stato il costante tambureggiare, di parte, della stampa,
delle forze politiche e degli industriali
gno di un mercato senza regole, e da chi ritiene debole la parte dell’accordo sullo stato sociale. In pratica, la posi- zione di fondo che unisce i critici del sindacato, va ricercata nel tentativo di indebolire un importante protagonista democratico del nostro Paese, con il ri- sultato di rafforzare l’area più liberista della società.
I risultati espressi dai sondaggi hanno un significato puramente in- dicativo, anche perché, indipenden- temente dal lavoro che il sindacato dimostra, il giudizio che emerge dalle interviste, è viziato dall’opi- nione negativa dettata per ragioni politiche, da chi non ha nulla a che vedere con il mondo del lavoro. Del resto, il consenso delle ▇▇.▇▇. è le- gato alla capacità che le strutture hanno di esprimere accordi giudi- cati dai lavoratori dipendenti e pen- sionati, grazie allo strumento della consultazione democratica. Tuttavia, se da una parte registriamo le azioni politiche che minano il
sindacato, dall’altra
non possiamo trascu-
rale capace di gestire il mercato del lavoro, di rogare prestazioni, servizi e formazione professionale.
Un’immagine ampiamente rappresen- tata nella piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale, di- retto alla crescita delle retribuzioni, al- l’aumento dei diritti e della professionalità. Dentro questa ampia cornice di riferimento, il tema dell’u- nità sindacale, che in questa fase può sembrare lontana, in realtà trova lo spazio per una discussione seria e am- biziosa. L’idea parte dalla considera- zione naturale che Cgil, Cisl e Uil si riconoscono nei valori di solidarietà e di giustizia sociale, e quindi, dall’esi- genza di dare più forza e voce alle aspettative sia del lavoro, sia di quanti il lavoro non lo hanno, dei precari, dei pensionati, obiettivi che aiutano a su- perare ogni forma di competizione tra organizzazioni.
Le sfide riguardano la piena occu- pazione, la qualità del lavoro e le tu-
tele dei lavoratori. Una prospettiva che deve
Cantiere Feneal • ottobre 2007 |
puntare a costruire l’u-
volti a condizionare il giudizio della gente e quindi del sindacato. Un’a- zione molto critica sull’impegno del sindacato, colpevole per alcuni espo- nenti politici, di aver generato una contrapposizione tra giovani ed an- ziani, sul tema delle pensioni. Sta di
rare le nuove spinte massimaliste prove- nienti dai metalmecca- nici della Cgil. In questa fase nessuno può prevedere se e quali effetti può avere
Sviluppare il decentramento del sindacato significa sviluppare il lavoro
nità sul territorio e sui problemi reali delle fa- miglie, delle fasce più deboli della società, degli immigrati senza diritti, in pratica, una nuova opzione sull’u-
fatto che la realtà si è rivelata comple- tamente diversa da quella che i critici hanno tentato di fare apparire. Non a caso, l’intesa raggiunta con il Governo guarda ad un nuovo e migliore svi- luppo occupazionale, garantisce con- dizioni migliori sulle pensioni dei giovani, rafforza gli ammortizzatori so- ciali, aumenta gli importi delle pen- sioni più basse ed, infine, riduce le tasse sugli aumenti contrattuali di se- condo livello. Un accordo che può fa- vorire la ripresa dello sviluppo sociale ed economico del nostro Paese che, per il nostro settore con la riforma sugli ammortizzatori sociali riveste una particolare importanza. ▇▇▇▇▇▇▇▇- ▇▇▇▇▇, la partita non ha riguardato sol- tanto l’individuazione di un percorso capace di favorire lo sviluppo del Paese, ma ha dimostrato, ancora una volta, che il sindacato sa essere inter- locutore serio e credibile.
In questa circostanza Cgil, Cisl e Uil hanno fronteggiato gli ostacoli prove- nienti da sponde politiche diverse; ci riferiamo alle difficoltà create a soste-
nel prossimo futuro la scelta della Fiom di non aderire all’accordo con il Governo. Quello che oggi appare evidente è il rischio che valori im- portanti come l’unità e l’autonomia dai partiti sono messi a dura prova. In ogni caso, i fatti citati si riferi- scono a quelle culture politiche poco inclini a riconoscere il contri- buto che il sindacato ha dato negli anni, attraverso una progettualità condivisa. E’ grazie alla Uil, ai suoi valori storici di riferimento, che è stato possibile sostenere politiche riformiste nel nostro Paese, un’e- sperienza che a tutt’oggi gioca un ruolo determinante nel definire giu- ste proposte di politica sociale.
Lo stesso impianto contrattuale della nostra federazione, avverte la visione riformista del lavoro. Ci rife- riamo alla previdenza complemen- tare, alla proposta contrattuale sull’assistenza sanitaria integrativa, agli immigrati ed il loro ingresso nel settore, alla necessità di vedere rea- lizzato un moderno modello bilate-
nità sindacale basata sulla confede- ralità e sul decentramento. Del resto la confederalità è la concretizza- zione della solidarietà, un valore ben visibile nell’accordo con il Governo, un valore che ha trovato il modo mi- gliore di esprimersi nel sindacato
dei cittadini. Il decentramento del sindacato nel territorio, costituisce l’a- 3
spetto più importante affinchè il sin- dacato risulti presente dove la gente lavora e anche dove vive. Ci riferiamo ad una scelta essenziale nella strategia della nostra struttura, in quanto alla base della nostra politica sociale mo- derna e riformista, i lavoratori edili e le loro famiglie devono avere la giusta rappresentanza sul territorio.
Sviluppare il decentramento del sin- dacato significa sviluppare il lavoro, i servizi da offrire alla gente, in altre pa- role vuole dire aumentare i livelli della qualità del lavoro e
della vita.
Il prefetto di ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, ▇▇ anni, è stato, negli ultimi dieci anni, Direttore della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno, Direttore dell'Ufficio Legislativo Centrale e, negli ultimi quattro anni e mezzo, Capo di Gabinetto del Mi- nistro dell'Interno.
La fermezza e la determinazione sono il suo cavallo di battaglia.
E non sembra disposto a concedere sconti né a chiudere un occhio.
Specie nel contrastare infiltrazioni mafiose o lo sfruttamento del lavoro nero.
controllano il territorio. Le istitu- zioni stanno facendo molto per re- spingere questi tentativi, ed i dati sugli arresti e sui sequestri di beni rendono bene l’idea dell’efficacia dell’azione di contrasto sin qui messa in campo. La sicurezza con- divisa e partecipata è sicuramente uno dei cardini del nostro approccio alla lotta alle infiltrazioni mafiose; senza la collaborazione dei cittadini, degli imprenditori e delle organiz- zazioni sindacali non si possono ot- tenere risultati soddisfacenti.
Uno dei timori che hanno gli im- prenditori e i lavoratori è quello di
protezione culturale, giuridica e sociale.
Nel passato sono stati fatti proto- colli di legalità con alcune istitu- zioni locali che non hanno coinvolto il sindacato. Non crede che sia opportuno definire un nuovo corso che veda protagonista anche il sindacato nella defini- zione di regole?
I protocolli d’intesa firmati in passato sono stati molto importanti proprio per arrivare a quel clima di collabora- zione e sicurezza partecipata di cui si
L’INTERVISTA
Mosca: “dialogo e confronto per lavorare in sinergia”
Eccellenza, a Roma e nel Lazio l’in- filtrazione criminale di stampo ma- fioso nei vari settori commerciali è una drammatica realtà. Tra i settori più esposti c’è l’edilizia. Un com- parto appetibile, per via degli inve- stimenti pubblici, alla criminalità capace di condizionare sia la ge- stione dell’appalto che i lavoratori. Sappiamo che il progetto per la si- curezza partecipata è condi-
| Cantiere Feneal • ottobre 2007
viso. Ma come svilupparlo con le parti sociali in questo delicato
sentirsi inascoltati e abbandonati da chi ha il compito di proteggerli. E’ bene che si sappia che le istitu- zioni ci sono e stanno lavorando per tutelare il settore. Va ricordato che l’attenzione è costante su tutti i comuni della provincia di Roma, a tutela, prima di tutto, delle stesse amministrazioni e dei loro citta- dini. Ma non basta solo la vigilanza o la repressione.
A questo proposito molto si è fatto in passato e ancor di più si sta fa- cendo oggi perché la
lotta alle mafia sia
parlava prima. E’ ovvio che i lavoratori e i loro sindacati sono attori impor- tanti del processo che si è avviato e certamente non mancherà l’occasione per sottolineare il loro contributo.
Il lavoro nero nel settore edile è lar- gamente diffuso. Secondo lei la nor- mativa attuale come può contribuire a contrastare questa piaga?
L’art. 36 – bis della Legge 4 agosto 2006, n. 48, di conversione del
D.L. 4 luglio 2006, n. 223, nel tentativo di
settore?
sempre in prima
agevolare l’opera di
Possiamo par- lare di tenta- tivi di
infiltrazione in alcuni settori, uno dei quali è
linea sul piano cultu- rale e mediatico: il 2 febbraio scorso a Piazza Valentini la Prefettura ha firmato un importante proto- collo d’intesa con il
Dialogo e confronto sono le parole d’ordine per arrivare a lavorare in sinergia
prevenzione e di re- pressione degli ille- citi commessi dalle aziende che operano nell’edilizia, ha rico- nosciuto agli organi ispettivi del Ministero
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Il prefetto di Roma ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇
quello dell’edi- lizia, per acca- parrarsi appalti e riciclare denaro sporco. Non si può certo parlare, però, di orga- nizzazioni
c r i m i - n a l i c h e
Sindaco e il Direttore dell’Agenzia del Demanio per garantire tempi abbreviati e procedure snelle per la riassegnazione e l’utilizzo a fini sociali di beni confiscati alla mafia.
Si ricordi, inoltre, che le verifiche antimafia sono state intensificate e sono curate da un Gruppo In- terforze, costituito presso la Pre- fettura dal 2003, formato da esperti funzionari ed ufficiali della Polizia di Stato, dell’Arma dei Ca- rabinieri, della Guardia di Fi- nanza, della D.I.A., dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro, del Provve- ditorato Regionale per le Opere Pubbliche e delle Aziende UU.SS.LL. Un impegno comune, quindi, per formare una rete di
del Lavoro un penetrante potere di sospensione dell’attività svolta da tali aziende in caso di impiego di lavoratori irregolari, ed inoltre ha imposto un obbligo di identifi- cazione di tali lavoratori. Bisogna rendere questa attività ispettiva sempre più coordinata, per razio- nalizzare ed ottimizzare le risorse di tutti ed evitare duplicazioni nel- l’attività di controllo.
Come si può sviluppare una mi- gliore ed efficace sinergia tra la Prefettura e le parti sociali?
Dialogo e confronto sono le parole d’ordine per arrivare a lavorare in sinergia. Io sono sempre molto aperto e disponibile ad organiz-
zare o prendere parte ad incon- tri tra le parti, nelle quali si possa discutere ed insieme trac- ciare le linee guida per arrivare alla soluzione dei problemi.
Anche in questo caso credo che il
giusto approccio sia la collabora- ▇▇▇▇▇ e la fiducia nelle Istitu- zioni, affinché si possa giungere ad un accordo realmente condi- viso e affinché tutti, con il loro contributo, possano diventare
parti attive nella realizzazione di una sicurezza effettiva.
Considerato che a Roma c’è una particolare concentrazione di im- migrati e molti di loro lavorano
nei cantieri edili sotto ricatto per via delle procedure di rilascio di permessi, si può di- scutere su procedure che diano rapidità di certezza di legalità?
Certamente il lavoro irregolare da parte di stranieri è una realtà che va affrontata con strumenti nuovi e più incisivi. La decisione del Ministro ▇▇▇▇▇ di concedere il permesso di soggiorno al lavora- tore che denuncia lo sfruttamento è un passo fondamentale in avanti. E’ bene che gli immigrati sappiano che collaborando avranno un aiuto dalle Istituzioni. Inoltre, al momento c’è un gruppo di lavoro, coordinato dalla Pre- fettura, che si sta oc- cupando proprio della problematica del la- voro nero. L’obiettivo principale è un’azione di lotta al sommerso ed al lavoro irregolare, affiancando alle fun- zioni repressive e di controllo, proprie degli ispettori di vigi- ▇▇▇▇▇, anche attività di prevenzione, forma- zione, informazione in
materia di lavoro ed un’efficace strategia di lotta agli infortuni. L’individuazione di percorsi con- divisi, dunque, al fine di proce- dere ad un’attività ispettiva nei cantieri edili.
L’auspicio di un maggior con- trollo del territorio deve at- tuarsi, anche in quei punti (quasi sempre davanti agli smorzi) di arruolamento illegale di operai nei cantieri e nelle abi- tazioni private, che sono l’anti- camera di molti infortuni, talvolta anche mortali. E’ della stessa idea?
Cantiere Feneal • ottobre 2007 |
Certamente il controllo del ter- ritorio, in generale, è lo stru- mento principale per la prevenzione dei reati. Una sof- ferenza nell’azione di preven- zione sicuramente è dovuta alla
il controllo del territorio è lo
strumento principale 5
per la prevenzione dei reati.
vastità del territorio, alle risorse insufficienti ed anche ad una serie di altri obiettivi altrettanto prioritari. Quindi è evidente che il controllo del territorio va svi- luppato attraverso interventi mirati e coordinati, anche pren- dendo spunti da segnalazioni dei lavoratori e delle organizza- zioni sindacali sulle aree di maggiore concentrazione del- l’attività di “capolarato”.
a cura di
▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ continua da pag. 1
Le nuove centralità urbane che nel tempo rappresentano meno periferia dormitorio ma sempre più periferia at- tiva e produttiva si sommano ai vecchi nuclei abitativi privi di una rete di servizi di trasporto adeguata al biso- gno reale dei cittadini.
Oggi assistiamo ad una vera e propria rivoluzione del sottosuolo urbano messa in atto dall’Amministrazione capitolina che punta a perfezionare la funzionalità della metropolitana quadruplicandone la rete di percorrenza per passare dalle attuali 49 stazioni a più di 150.
FOCUS ON
Nel corso degli ultimi due anni, infatti, a Roma sono stati aperti due importanti cantieri: il cantiere Metro B1, che con i suoi quattro Km. di rete collegherà il quartiere Nomentano a Montesacro; il cantiere Metro C, che ri- guarderà circa 30 Km di rete metropolitana dalla diret-
Roma in etro
trice sud - est (zona Pantano/Torrenova) all’opposta direttrice nord-ovest (Piazzale Clodio) con 30 stazioni che passeranno, naturalmente, anche per il centro.
La Metro D, quarta metro della capitale ancora in fase di progetto preliminare avrà, successivamente, l’obiet- tivo di completare la copertura di zone non ancora ser- vite dalle linee A, B, e C ad alta densità di abitanti e di luoghi di lavoro. Il tracciato, lungo circa 20 Km si svi- lupperà da sud (Eur Magliana) in direzione nord-est
(Montesacro /Talenti).
Un quadro rassicurante, di grande interesse urbano così come di grande impegno collettivo sono le opere da realizzare.
Roma ancora una volta offre un ampio spazio d’inter- vento nel quale dovranno misurarsi programmi gestio- nali, capacità organizzative, professionalità: tutto questo a favore della città e del forte impulso occupazionale che smuove l’economia del settore nel nostro territorio.
Insomma, grandi opere che coinvolgono un’articolata rappresentanza di interessi.
Oggi, però, vogliamo parlare di come l’obiettivo verrà perseguito, soffermarci sulle dinamiche che devono in- tervenire nel momento in cui una grande opera è in fase di realizzazione con l’impiego di centinaia di lavoratori.
Le organizzazioni sindacali degli edili hanno manife- stato la loro piena titolarità d’interesse, in nome e per conto dei lavoratori, a seguire con estrema attenzione e collaborazione i lavori in corso.
Lo hanno fatto attraverso accordi firmati fra le parti, pro- tocolli di grande importanza che intervengono sugli aspetti di regolazione del settore, così come da ultimo è avvenuto con la firma dell’accordo di concertazione per le grandi opere tra METRO C e Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil na-
| Cantiere Feneal • ottobre 2007
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zionali e territoriali in data 7 settembre 2007. Lo si fa, soprattutto, creando e difendendo un clima di regole e di legalità, con tempistiche possibili, nel rispetto della sicurezza e del buon senso e con un riconoscimento generale del valore del bene comune che assegna a cia- scuna parte coinvolta una responsabilità che va oltre tutto ciò che è scritto e codificato.
La realizzazione della nuova rete metropoli- tana si inserisce in un contesto di riferimento nazionale in cui vengono evidenziati segnali di stasi del settore dopo una positiva e inte- ressante fase di crescita degli ultimi anni.
Questo fenomeno intercetta ancor più le aspet- tative di un folto numero di lavoratori edili, non solo locali, pronti a conquistare una fetta certa del mercato romano oltre che del proprio futuro.
E’ un mercato in movimento il nostro, compo- sto di trasfertisti che ruotano all’interno di un ingranaggio fatto di opportunità e di occasioni, dove è la famiglia spesso a sacrificarsi in nome del “buon lavoro”.
E in genere sono gli specialisti del settore, mi- natori, carpentieri, manovratori di macchine altamente specialistiche, che seguono la curva
oscillatoria dei grandi appalti nazionali lad- dove la loro indispen- sabile e richiesta prestazione d’opera impone una presenza stabile.
Poi c’è buona parte delle maestranze lo- cali che punta a non lasciarsi sfuggire una ghiotta opportunità di lavoro.
Ma molto alto è l’inte- resse attorno alla rea- lizzazione di queste grandi opere a comin- ciare dalla sfida che l’Amministrazione co- munale intraprende trasformando in fatti un capitolo fonda- mentale del nuovo Piano regolatore: mi- gliorare la qualità della vita, intervenire sulle criticità appli- cando i dettami for- niti da uno strumento innovativo e sensibile alle richieste di mo- dernità.
Per noi, per il sinda- cato, le prove gene- rali sono iniziate nel
momento in cui i consorzi di imprese affida- tari dei lavori hanno avviato la cantierizza- zione assegnando ad alcune aree urbane il primato di impraticabilità a favore di un fu- turo di rilancio e riqualificazione.
Ma proprio perché oggi l’attenzione di molti, dai cittadini alle istituzioni, dalle imprese ai la- voratori e ai sindacati, è volta a difendere le aspettative desiderate, è tutto il sistema che deve mettere in funzione adeguatamente e si- nergicamente gli strumenti di collaborazione e di controllo.
C’è un bisogno diffuso di dimostrare la capa- cità di far convivere crescita e sviluppo con professionalità e coerenza, un’equazione non sempre scontata nel mondo delle costruzioni. Ed è questa un’altra grande sfida che il settore si presta a giocare ma stavolta - sarebbe bello
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- senza trucchi e mistificazioni.
Le leggi, i contratti, gli accordi forniscono le linee guida di un processo altamente com- plesso; un contesto nel quale si inserisce l’at- tività degli Enti paritetici di settore che sono chiamati a gestire pezzi di rilevante valore politico sindacale.
Non dimentichiamo, ad esempio, la conven- zione fatta tra METRO B1, che presto ri- guarderà anche METRO C e il CPT, ente
bilaterale che in materia di sicurezza offre supporti tecnici e sanitari alle imprese ed ai 7
lavoratori. Così come è fondamentale la pun- tuale verifica delle Casse Edili in materia di re- golarità contributiva e di assistenza ai lavoratori tutti, che permette un controllo capillare delle posizioni delle numerose imprese presenti nei grandi cantieri Metro.
Cogliere le opportunità offerte da questo impor- tante momento produttivo vuol dire difendere il valore dell’impegno, del lavoro, della professio- nalità e, perché no, della pazienza di un’intera collettività.
E’ per questi motivi che la città “sottosopra”, immagine rappresentativa di un momentaneo disagio, non dovrà significare altro che la traiettoria di un viaggio che dalle viscere di Roma antica sale alla superficie di città mo- derna offrendo, in metro, un buon servizio ai suoi cittadini.
a cura di ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇
L’intesa raggiunta lo scorso 23 luglio tra Governo e Cgil - Cisl - Uil con il protocollo sulla previdenza e il welfare è il risultato del confronto intrapreso dal sindacato con grande determinazione.
Infatti i contenuti dell’accordo corrispondono alle ri- chieste inserite nella piattaforma dalle Segreterie Con- federali lo scorso 5 febbraio.
La prova del consenso sociale è stata fortemente voluta dalle Confederazioni sindacali firmatarie del protocollo. Cominciamo con il dire che tale prassi non è comune in altri Paesi, ma è stata già sperimentata nel nostro Paese in precedenti patti sociali, compreso l’accordo del 23 lu- glio 1993 sulle relazioni industriali.
L’importanza della consultazione ha sfaccettature diverse. Anzitutto sui contenuti dell’accordo, ma soprattutto è stato importante sostenere questo sforzo sul piano politico e sul consenso sociale. Sui contenuti, l’ac-
▇▇▇▇▇ prevede la somma dell’età anagrafica con quella contributiva che dovrà risultare pari a 95 e dove l’età anagrafica non potrà essere inferiore ai 59 anni.
Dal 1 gennaio 2011 la quota necessaria è fissata a 96 e l’età anagrafica non potrà essere inferiore ai 60 anni. Dal 1 gennaio 2013 si concluderà l’accordo con la quota fissata a 97 e l’età anagrafica non inferiore ai 61 anni. Inoltre si è intervenuti sui cosiddetti coefficienti di tra- sformazione, previsti dalla legge Dini del 1995, sospen- dendoli momentaneamente.
E’ stata costituita una Commissione la quale avrà il com- pito di verificare le ipotesi economiche e demografiche del nostro Paese che sono alla base della revisione dei coeffienti di trasformazione.
Infatti, se si fosse proceduto ad un loro affrettato ab- battimento, avrebbe causato, alle future generazioni di lavoratori, una riduzione ulteriore degli assegni
WELFARE
L’accordo Governo-sindacati
cordo prevede una significativa redistribuzione a fa- vore dei lavoratori e dei pensionati: aumento delle pensioni minime, ammortizzatori sociali, percorsi pensionistici più favorevoli ai giovani e superamento dello scalone ▇▇▇▇▇▇ sulla previdenza.
L’incremento delle pensioni basse, che decorrerà dal 2008, riguarderà milioni di pensionati e la rivaluta- zione sarà legata ai contributi versati; altro inter- vento è volto ad aumentare le pensioni sociali, gli assegni sociali, invalidi civili, ecc.
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Lo scalone introdotto con la legge cosiddetta Maroni, che innalzava l’età di pensionamento d’anzianità da 57 a 60 anni con decorrenza 1 gennaio 2008, è stata mi- gliorata rendendola più equa e graduale nel tempo.
Infatti è previsto che dal 1 gennaio 2008 potranno ac- cedere alla pensione di anzianità i lavoratori che avranno compiuto 58 anni e 35 di contributi.
Dal mese di luglio 2009 il requisito richiesto per il
diritto per la pen-
della pensione in quanto calcolate con il sistema con- tributivo.
A questo proposito è fondamentale che nell’accordo sia stato previsto per questi lavoratori una pensione non in- feriore al 60% della retribuzione.
Altro tema corrispondente alle attese e sostenuto con determinazione da tutto il sindacato e particolarmente dalla Uil, è stato il rafforzamento degli ammortizzatori sociali. E’ previsto un unico istituto che sappia rispon- dere alle esigenze di sostegno al reddito per coloro che perdono il lavoro e ne faciliti il loro reinserimento nel mercato del lavoro.
La prima fase prevede una maggiore durata dell’in- dennità di disoccupazione ordinaria che verrà por- tata a 8 mesi per tutti coloro che hanno un’età anagrafica non superiore ai 50 anni, mentre per co- loro che la superano verrà prevista una du-
rata di 12 mesi; l’importo
dell’indennità di di- soccupazione ordi- naria verrà portato
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al 60% dell’ultima retribuzione per i primi 6 mesi, al 50% dal 7° all’8° mese, al 40% per gli eventuali mesi successivi; infine verrà previsto l’aumento della copertura previdenziale con il riconosci- mento di contributi figurativi legati non più solo all’indennità di disoccupazione percepita ma alla retribuzione piena.
L’intervento sopra descritto concertato tra il Governo e il sinda- cato è un risultato positivo che viene valorizzato ancor di più dal- l’intervento che si è affrontato in materia di mercato del lavoro. In questo senso si è ovviato ad evitare infinite proroghe del con- tratto a tempo determinato con dei correttivi che prevedono un tempo massimo di durata di 36 mesi, salvo deroghe previste sola- mente alla presenza di un rappresentante sindacale presso la Di- rezione Provinciale del lavoro.
L’accordo attuale prevede il miglioramento della competitività del sistema imprenditoriale.
E’ ormai noto che la nostra economia, e quindi coloro che la pro- ducono, devono confrontarsi con un mercato mondializzato e dove il costo del lavoro è più leggero del nostro.
Il protocollo attua politiche per la riduzione di tale costo legato alla contrattazione di secondo livello al fine di accrescere il salario di produttività. Inoltre un dato importante e voluto fortemente dalla Uil riguarda la pensionabilità di tali aumenti per i lavoratori.
Infine sono state concertate dal sindacato con l’attuale Governo mi- sure per il reddito e l’occupazione in favore dei giovani e delle donne. Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo l’importanza della consul- tazione si misura soprattutto sui contenuti dell’accordo.
E’ innegabile che l’accordo ha un segno fortemente redistributivo e quindi acquisitivo per i lavoratori e pensionati.
Va detto che sulla trattativa ha pesato e pesa ancora nel giudizio sul- l’accordo l’ideologia e le polemiche della sinistra estrema e di una
parte del sindacato, con i metalmeccanici della Cgil in testa.
Così che la manifestazione convocata per il 20 ottobre prossimo dai partiti della sinistra massimalista contro l’accordo siglato da Cgil – Cisl - Uil lo scorso 23 luglio è sintomo delle difficoltà che il nostro sistema politico sta attraversando.
Esso è frammentato per le tensioni interne e investono anche le rap- presentanze sociali, sindacati e imprenditori.
A noi non spetta prescrivere la ricetta medica per curare la litigio- sità presente nella politica italiana, mentre è nostro dovere rifug- gire dalle tentazioni estremistiche e rafforzarci unitariamente nella scelta riformista. E’ vero, la strada da percorrere è molto lunga.
I cinque milioni di lavoratori dipendenti, di giovani, dei precari e dei pensionati che sono stati consultati è la dimostrazione di forza del sindacato unito, della sua rappresentatività e della sua democrazia. La vittoria dei “sì”con l’80% dei favorevoli al protocollo siamo sicuri che aiuterà a percorrere la lunga strada.
Differentemente se il protocollo fosse modificato in alcune sue parti, così come è avvenuto in Consiglio dei ministri, sarà evidente che neanche questa dimostrazione del sindacato è servita al Go- verno e alla sinistra radicale per confermare il rispetto delle regole. Il Presidente del Consiglio esaltando il risultato della consultazione aveva dato prova dell’ottimo lavoro svolto dalla politica e dalle parti sociali, se non smentendosi il giorno successivo riaprendo il nego- ziato con la sinistra estrema e deleggittimando il voto dei lavora- tori. Questo sta a significare che quel milione di “no” usciti dalla consultazione sindacale hanno ottenuto la vittoria post - consultazione sui QUATTRO MILIONI di coloro che si sono espressi favorevolmente sull’ac- cordo senza se e senza ma. Allo stesso tempo siamo sicuri che la demo- crazia abbia ancora un suo valore. Mi auguro che il Governo nel convocare il sindacato confederale per parlare delle modifiche al protocollo lo renda blindato per la sua approvazione in Parlamento. Infatti risulte-
rebbe utile al Parlamento italiano tra- durre in legge i contenuti del protocollo, rilanciando le urgenze fondamentali
per il Paese: il lavoro, la competitività per l’e- quità e la crescita so-
stenibile.
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a cura di ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇
La ripresa dell’attività lavorativa, dopo la pausa estiva, ci vede impegnati sul versante contrattuale per il rinnovo del CCNL edili. Il contratto rinnovato nel maggio 2004 è in scadenza alla fine dell’anno in corso e per questo le Segreterie Na- zionali della Feneal - Uil, Filca - Cisl e Fillea - Cgil hanno prontamente preparato l’ipotesi di piattaforma per il suo rinnovo.
Lo scopo di questo articolo è di informarvi sui punti sa- lienti inseriti nella piattaforma che sarà “aperta” ed emen- dabile alle osservazioni e alle proposte che emergeranno nelle assemblee che in questi giorni si stanno svolgendo in tutti i luoghi di lavoro.
Riassumiamo qui di seguito i contenuti dell’ipotesi di piat- taforma. Il settore delle costruzioni che in questi anni è stato molto produttivo e continuerà ad esserlo negli anni futuri ci spinge, nonostante alcuni accordi siglati con la no- stra controparte e che sono stati di stimolo per il Governo
venti di miglioramento delle condizioni di sicurezza ed igiene sul lavoro. A questo proposito la piattaforma evi- denzia la necessità ad incentivare la permanenza dei lavo- ratori in edilizia. Le strutture Nazionali richiedono di incrementare il valore delle prestazioni dell’anzianità pro- fessionale ordinaria a partire dalla terza erogazione, oltre che la istituzione di un Fondo per la Cassa integrazione or- dinaria per gli apprendistati.
L’instabilità nel settore, oggi, non è più un fenomeno che colpisce solamente le figure operaie, ma essa è sofferta anche dagli impiegati.
Logica vuole che anche per quest’ultimi vada incentivata la permanenza nel settore con la loro registrazione presso le casse edili per avere accesso alle prestazioni di carattere na- zionale (assistenza sanitaria integrativa); gli scatti di anzia- nità rivalutati come avviene per gli operai ed il loro mantenimento nel momento di passaggio da aziende a con-
CONTRATTAZIONE
Il rinnovo del contratto edile
ad assumere iniziative legislative per contrastare il lavoro nero e gli infortuni, a ricercare una qualità maggiore e mo- derna delle relazioni industriali.
Ciò è necessario al fine di incentivare i lavoratori a rima- nere con stabilità nel settore per un suo maggiore sviluppo e mantenimento delle professionalità.
In effetti oggi il lavoro edile viene vissuto come fase di pas- saggio verso altri settori. Questo è dovuto anche da un nu- mero crescente di lavoratori immigrati e dalla disaffezione dei giovani italiani verso l’edilizia. E’ opportuno steriliz- zare questo fenomeno migliorando la qualità del lavoro nei cantieri, dei diritti e incrementando il reddito e riducendo il livello di precarietà.
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Lo strumento idoneo per affrontare con pragmatismo i concetti sopra espressi passa inevitabilmente dal rilancio del sistema formativo. Il Formedil dovrà riconvertirsi a ge- store della formazione e dell’ incontro tra domanda e of- ferta di lavoro attraverso la apertura di sportelli territoriali finalizzati alla raccolta dei curricula dei lavoratori, alla co- stituzione di una banca dati, all’orientamento professio- nale, etc. Altro tema sul quale le Segreterie Nazionali hanno posto l’accento per qualificare il settore è l’individuazione del cantiere come “unica unità produttiva”. Infatti la frammenta-
zione aziendale del cantiere crea gravi e grandi problemi sia or-
10 ganizzativi che di sicurezza a tutti i soggetti, lavoratori e aziende, per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Di conseguenza, è indispensabile introdurre una regola-
W
eb: ▇▇▇.▇▇▇.▇▇▇/▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ - E-mail: ▇▇▇▇▇▇▇▇▇@▇▇▇.▇▇▇
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇ - ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ - tel. ▇▇ ▇▇.▇▇.▇▇
SETTORI DI INTERVENTO 8) Assistenza per i casi di alcolismo, Assistenze Ordinarie sieropositività (HIV), tossicodipendenza
1) ▇▇▇▇▇ e Gratifica Natalizia 9) Assistenza allo studio
2) Integrazione all’indennità di malattia 10) Borse di studio
3) Integrazione all’indennità di 11) Premio ai giovani
infortunio malattia professionale 12) Assegno e permesso funerario
4) Anzianità Professionale Edile 13) Sussidi casa e sussidi lavoratori stranieri
5) Anzianità Professionale Edile 14) Assicurazione infortuni - Malattie - straordinaria Interventi chirurgici
Assistenze Straordinarie 15) Decesso del lavoratore per cause
1) Eteroprotesi e cure dentarie di malattia
2) Riabilitazione e spese extra ospedaliere 16) Soggiorni
3) Donazione di sangue 17) Fondazione Cassa Edile
4) Donazione di midollo osseo di Roma e Provincia
5) Cure termali e idropiniche
6) Assistenza ai familiari portatori di handicap
7) Malattie professionali
CASSA EDILE DI MUTUALITÀ
E ASSISTENZA DI ROMA E PROVINCIA
mentazione capace di riorganizzare le relazioni e la rap- presentanza sinda- cale per la sicurezza all’in- terno del cantiere come unità produt- tiva al fine di salva- guardare al meglio la dignità e la sa- lute dei lavoratori. Infatti la dignità del lavoratore passa principal- mente dagli inter-
sorzi ed associazioni temporanee di impresa.
Inoltre, la piattaforma volge lo sguardo verso un altro fe- nomeno che aggredisce il nostro settore. ▇▇▇▇▇▇ parlando dell’ utilizzo del lavoro a tempo parziale per le qualifiche operaie. La norma che si vorrebbe introdurre nel prossimo contratto è di utilizzare il tempo parziale per gli operai in casi eccezionali e legati alla condizione del lavoratore già in forza a tempo pieno e previo accordo con il sindacato. Altri punti della piattaforma di rilevante importanza ri- guardano l’assistenza sanitaria integrativa nazionale anche per gli impiegati delle aziende iscritte in cassa edile; la co- stituzione di un fondo assicurativo con finalità previden- ziale allo scopo di coprire i vuoti contributivi a cui sono soggetti i lavoratori, i quali hanno una maggiore difficoltà ad acquisire i requisiti per accedere alla pensione INPS ri- spetto ad altri lavoratori di settori diversi dal nostro.
Infine la richiesta di incremento della retribuzione è di € 105,00 al terzo livello. Credo che le Segreterie Nazionali ab- biano svolto un ottimo lavoro nel riempire l’ipotesi di piat- taforma di contenuti propositivi e lungimiranti e dimostrato di avere una funzione operante nel futuro e con lo sguardo at- tento ad analizzare le anomalie del passato. Un sindacato unito e autonomo che sappia fare proposte, attento ai problemi del lavoro ed ai suoi mutamenti e con l’ambizione di giocare un ruolo da protagonista è la migliore risposta a tutti coloro che definiscono il sindacato una corporazione di conservatori. Un settore come il nostro dove, tramontata l’epoca della grande azienda nella quale si riusciva a coniugare l’ideologia con i bi- sogni, a cui il sindacato oggi si è dovuto riformare a causa del- l’avvento di un capitalismo personale, costituito perlopiù da piccoli imprenditori, artigiani, partita iva, padroncini che hanno destrutturato il settore. Dunque, se prima bastava ri- volgersi ad un certo tipo di lavoratore, oggi la missione del sindacato si è modificata con politiche e strumenti nuovi. Ad esempio ha esteso i servizi nei luoghi di lavoro, imple- mentando la contrattazione integrativa e attivando tavoli bilaterali con le imprese per definire politiche attive e di tu- tela per il lavoro.
In definitiva il sindacato, con questa piattaforma, si è in- terrogato a fondo su ciò che la nostra gente, gli operai e gli impiegati, ci chiedono spesso. Avere una maggiore at- tenzione a questo mondo per cui il lavorare e il produrre sono una unica cosa con il proprio essere cittadino.
a cura di ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇
La Feneal
denuncia con la satira
CRONACHE DAL “CANTIERE FELICE”
Al “Cantiere ▇▇▇▇▇▇” non vogliono che gli operai si sen- tano oppressi. ▇▇▇▇: vogliono che torniamo a casa con un senso di libertà, di autonomia, di leggerezza.
E’ per questo che non ci fanno lavorare con regolare contratto o a tempo indeterminato.
Apprezzo molto questa attenzione verso le nostre esi- genze: la libertà individuale!
In questo modo, ogni volta che un operaio fi- nisce il lavoro la sera, può sempre scegliere se il giorno dopo conti- nuare ad essere sfrut- tato o morire di fame. Questa cosa è molto importante nel metodo di lavoro del “Cantiere Felice”: la libertà indi- viduale.
Vignette di ▇.▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇.▇▇▇▇, ▇.▇▇▇▇▇
La paga, ad esempio, varia a seconda delle tue scelte. “Quattro euro l’ora, cinque se sei svelto” ha detto il capo- cantiere. In quel caso l’operaio può decidere se perdere un euro di paga andando lento, o prenderne uno in più ri- schiando la vita.
Questo metodo stimola veramente la competiti- vità nel mondo del la- voro: io ad esempio scelgo di andare veloce. Ieri ho guadagnato un euro di più. Se continuo così velocemente, tra sei mesi potrò addirittura
pagarmi le cure per gli infortuni che mi sono procurato. Credo molto in questo metodo di lavoro che abbiamo al “Cantiere ▇▇▇▇▇▇”: meritocrazia, valore della libertà, re- sponsabilità individuale.
Questi sono i pilastri su cui si fonda il nostro cantiere. Anche perchè quelli di calcestruzzo che ci danno da montare sono un po’ pericolanti.
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