Reggio Emilia 30 luglio 2015
Riutilizzo delle acque reflue dell’impianto di Mancasale
Reggio ▇▇▇▇▇▇ 30 luglio 2015
Accordo di Programma ai sensi dell’articolo 101, comma 10, del Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n.152 e dell’art. 71 delle Norme del Piano di Tutela delle Acque per il riutilizzo delle acque reflue recuperate provenienti dall’impianto di depurazione di Mancasale (RE)
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Direzione Generale Ambiente, Difesa del Suolo e della Costa Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua
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Le acque reflue come risorsa
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Le acque reflue come risorsa
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Le acque reflue come risorsa
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Presupposti / Condizioni per il riuso delle acque reflue
❒ Inserire il riutilizzo delle acque reflue recuperate, specie se irriguo, all’interno di una «Pianificazione integrata» di area vasta (livello provinciale) di medio / lungo periodo che tenga conto dei seguenti aspetti:
🗐 | Ambientali; | A tutt’oggi 450 Mm3/y acque |
🗐 | Disponibilità della risorsa acqua; | reflue depurate sono veicolate |
🗐 | Miglioramento della qualità delle acque | nel reticolo scolante |
superficiali ad uso irriguo; |
🗐 Fattibilità economica; OTTIMIZZAZIONE - “Piano riutilizzo”
🗐 Sistema tratt. Rifiuti liquidi-art. 36
❒ Realizzare le sinergie fra i diversi soggetti coinvolti a scala locale attivando il massimo grado di collaborazione:
🗐 ATO / gestore del servizio integrato ==> produttore acque recuperate;
🗐 Sistema dei consorzi / Gestori reti irrigue ==> titolari impianti di distribuzione;
🗐 Provincia ==> soggetto che attua il PTA;
🗐 Sistema degli utenti ==> utilizzatori reali.
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Il riuso nelle Norme regionali
In attuazione dell’art. 104 del D.Lgs. 152/2006, che ha sostituito l’art. 26 del D.Lgs. 152/99, le norme del Piano di tutela delle acque (PTA), approvato con la deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 41 del 21 dicembre 2005, contengono le misure relative al riutilizzo delle acque reflue finalizzate a limitare il prelievo delle acque superficiali e sotterranee.
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Contenuti del PTA in materia di riuso delle acque reflue depurate
Il PTA regionale:
• prevede che le Agenzie di Ambito territoriale Ottimale predispongono i “Piani di Riutilizzo” delle Acque Reflue Trattate (ART) da singoli depuratori o gruppi di depuratori ricadenti nei loro ambiti territoriali;
• individua, ai sensi dell’art. 5 del Decreto 12 giugno 2003, n. 185, un primo elenco di impianti i cui reflui dovranno essere destinati al riutilizzo;
• stabilisce la possibilità di sottoscrivere appositi Accordi di Programma tra i soggetti interessati.
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Riutilizzo acque reflue urbane per scopi irrigui in ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
La Regione nel PTA ha individuato un primo elenco di impianti di trattamento delle acque reflue urbane da portare al recupero per il riutilizzo irriguo, nel rispetto dei requisiti di qualità fissati dal decreto stesso (cfr tabella 3.11 Relazione generale PTA, pag. 247).
Si tratta di 24 impianti per un carico di circa 2.000.000 di abitanti equivalenti (AE) trattati e una portata scaricata di circa 560 000 m3/giorno.
In ragione degli areali irrigui sottesi, in sede di PTA, si è valutato che la superficie irrigabile possa essere quantificata in circa 92.500 ettari.
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Impianti prioritari e relativi areali
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Impianti prioritari e loro potenzialità
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Valutazioni economiche
🖃 Nella valutazione economica del progetto di riutilizzo sono stati considerati oltre ai costi della fase di affinamento (filtrazione + disinfezione) anche i costi relativi alle vasche di stoccaggio giornaliere.
🖃 Il dimensionamento e quindi il costo delle vasche è stato fatto considerando una capacità di compenso di 12 ore.
🖃 I costi (d’impianto e di esercizio) di tutte le strutture necessarie al riutilizzo delle acque reflue depurate, ipotizzando come possibile trattamento di disinfezione quello caratterizzato dall’uso degli UV combinato con un agente chimico.
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Costi totali* = 104.310.000 Euro (di cui il 4% in programma stralcio)
Costi totali
*riferiti ai complessivi 24 impianti per una portata totale di 46 Mm3/anno
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L’impianto di Mancasale: il riutilizzo irriguo delle acque reflue
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L’impianto di Mancasale: benefici ambientali
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Accordo di Programma
Ai sensi dell’articolo 101, comma 10, del D.Lgs. 152/06 “le Autorità competenti possono promuovere e stipulare accordi e contratti di programma con i soggetti economici interessati, al fine di favorire il risparmio idrico, il riutilizzo delle acque di scarico e il recupero come materia prima dei fanghi di depurazione, con la possibilità di ricorrere a strumenti economici, di stabilire agevolazioni in materia di adempimenti amministrativi e di fissare, per le sostanze ritenute utili, limiti agli scarichi in deroga alla disciplina generale, nel rispetto comunque delle norme comunitarie e delle misure necessarie al conseguimento degli obiettivi di qualità”;
L’art. 71 delle Norme del Piano di Tutela delle Acque prevede la possibilità di definire Accordi di Programma da parte della Regione, dei titolari degli impianti di recupero delle acque reflue e dei titolari delle reti di distribuzione al fine di prevedere agevolazioni e incentivazioni al riutilizzo del refluo depurato.
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Accordo di Programma
DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE N. 966 DEL 20/07/2015
Oggetto: APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI ACCORDO TRA LA REGIONE ▇▇▇▇▇▇-ROMAGNA, PROVINCIA DI REGGIO ▇▇▇▇▇▇, AGENZIA TERRITORIALE DELL'▇▇▇▇▇▇-ROMAGNA PER I SERVIZI IDRICI E RIFIUTI, ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ S.P.A. E IL CONSORZIO DI BONIFICA DELL'▇▇▇▇▇▇ CENTRALE PER IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE REFLUE RECUPERATE PROVENIENTI DALL'IMPIANTO DI DEPURAZIONE DI MANCASALE (RE).
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Accordo di Programma
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Accordo di Programma: obiettivi
Individuare le modalità operative necessarie a garantire il riutilizzo delle acque reflue recuperate provenienti dall’impianto di depurazione di Mancasale.
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Accordo di Programma: oggetto
1) Definire la quantità e i requisiti di qualità delle acque reflue recuperate che verranno destinate al riutilizzo con eventuale distinzione tra quantità utilizzabili con continuità lungo il corso dell’anno e quantità richieste nel periodo estivo, tenuto conto delle necessità idriche dell’ambito territoriale oggettivamente servibile dalla rete di distribuzione e tenuto conto delle richieste per usi agricoli e delle richieste per usi pubblici.
2) Individuare la rete di distribuzione in cui verranno immesse le
acque reflue recuperate nonché l’areale servito dalla stessa rete.
3) Definire le modalità con cui verranno informati gli utenti destinatari delle acque reflue recuperate.
4) Definire le modalità di controllo delle acque reflue recuperate in uscita dalla sezione di affinamento dell’impianto di depurazione di Mancasale.
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Accordo di Programma: durata
a) Andranno raccolti i dati sulla qualità e quantità delle acque reflue in uscita dalla linea di affinamento dell’impianto di Mancasale al fine di verificare l’efficacia del sistema di trattamento adottato.
b) Andranno raccolti i dati relativi alla qualità delle acque transitanti nei canali all’uopo utilizzati dal Consorzio, atteso che le acque reflue recuperate per fini irrigui non saranno distribuite direttamente all’utilizzo mediante rete dedicata, bensì verranno immesse in canali ad uso promiscuo e miscelate quindi con altre acque, ivi comprese quelle superficiali derivate a scopo irriguo, con rapporti di diluizione che potranno, in determinati periodi, risultare significativamente elevati.
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Accordo di Programma: durata
c) Andranno raccolti i dati relativi ai costi di gestione dell’impianto di Mancasale, con riferimento specifico alla sezione di affinamento del refluo, al fine di valutare concretamente la riproducibilità dell’esperienza in altri contesti territoriali.
d) ▇▇▇▇▇▇▇▇ raccolte le informazioni relative alle produzioni colturali, con particolare riferimento agli aspetti gestionali delle pratiche irrigue, al fine di valutare eventuali effetti negativi che potrebbero derivare dall’utilizzo delle acque reflue depurate.
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
• Individua indicativamente nel periodo 1 maggio – 30 settembre, corrispondente alla cosiddetta “stagione irrigua”.
• Obbligo del Gestore di comunicare inizio e fine dell’immissione dei
reflui recuperati in “Cavo Pistarina”.
• Obbligo per Gestore e Consorzio di Bonifica di definire le modalità operative con cui le acque reflue recuperate dovranno essere immesse nel “Cavo Pistarina”.
• Installazione di appositi misuratori per controllo dei volumi di acque
reflue recuperate immesse dall’impianto di Mancasale nel “Cavo Pistarina”.
• Valori di qualità chimico-fisica delle acque reflue recuperate provenienti
dalla linea di affinamento dell’impianto di depurazione di Mancasale.
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
AUTOCONTROLLO GESTORE | |||||||
FREQUENZA | FREQUENZA | ||||||
CONTROLLI | CONTROLLI DI TUTTI | ||||||
Parametri | Unità di Misura | VALORE GUIDA | VALORE MASSIMO | PARAMETRI DI ATTENZIONE | I PARAMETRI DURANTE LA | ||
STAGIONE IRRIGUA | |||||||
pH | UpH | 6-9,5 | 6-9,5 | settimanale | |||
SAR | 10 | 10 | 4 volte/campagna | ||||
Na | mg/l | 50 | 200 | settimanale | |||
Materiali grossolani | Assenti | Assenti | 4 volte/campagna | ||||
MST | mg/l | 10 | 35 | settimanale | |||
Fosforo totale | mgP/l | 1 | 10 | settimanale | |||
Azoto totale | mgN/l | 10 | 35 | settimanale | |||
Azoto Ammoniacale | mgNH4/l | 2 | 5 | settimanale | |||
Conducibilità | µS/cm | 1500 | 3000 | settimanale | |||
elettrica | |||||||
Alluminio | mg/l | 1 | 1 | 4 volte/campagna | |||
Arsenico | mg/l | 0,02 | 0,02 | 4 volte/campagna | |||
Bario | mg/l | 5 | 20 | 4 volte/campagna | |||
Berillio | mg/l | 0,1 | 0,2 | 4 volte/campagna | |||
Boro | mg/l | 0,3 | 1,0 | settimanale | |||
Cadmio | mg/l | 0,005 | 0,01 | 4 volte/campagna | |||
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
• Per tutti i parametri chimico-fisici riportati in Tabella 1, i Valori Guida sono da riferirsi a valori medi della campagna irrigua. I valori medi si intendono ottenuti dalla media aritmetica dei valori analitici risultanti dai singoli campioni raccolti dal Gestore, con la periodicità indicata, nel corso dei suoi autocontrolli. I ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, invece, sono da intendersi come valore analitico riferito al singolo campione. Per singolo campione si intende un campione medio composito raccolto nell’arco di 24 ore.
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
• Modalità organizzative del monitoraggio delle acque reflue provenienti dalla linea di trattamento dell’impianto di Mancasale dedicata all’affinamento delle stesse per il loro riutilizzo ai fini irrigui.
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
• Prima dell’avvio dell’immissione delle acque reflue recuperate nel “Cavo Pistarina”, sarà necessario condurre uno o più controlli dell’intero set di parametri ed avere a disposizione almeno una risultanza analitica favorevole sul rispetto dei Valori Massimi indicati per tutti i parametri fissati nella Tabella 1.
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
• L’immissione delle acque reflue recuperate nel “Cavo Pistarina” dovrà essere immediatamente sospeso e le acque indirizzate al corpo idrico denominato “Torrente Canalazzo ▇▇▇▇▇▇▇”, nel caso in cui dalle risultanze analitiche dei controlli effettuati dal Gestore o dall’Ente di controllo (ARPA) dovesse risultare un superamento del Valore Massimo per uno o più parametri indicati nella Tabella 1 con particolare riferimento al parametro Escherichia coli (Valore Massimo
1.000 UFC/ml) e alla presenza di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.
• L’immissione delle acque reflue recuperate dovrà altresì essere sospesa nel caso in cui si rilevino condizioni operative anomale o di avaria del funzionamento delle apparecchiature e/o dei sistemi costituenti la linea di trattamento dedicata all’affinamento delle acque reflue per il loro riutilizzo ai fini irrigui.
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
• La riattivazione dell’immissione delle acque reflue recuperate nel “Cavo Pistarina” potrà avvenire solo quando uno dei controlli analitici successivi a quello in cui si sono verificati uno o più dei superamenti di cui al punto precedente dia esito analitico favorevole o nel momento in cui siano state ripristinate le normali condizioni operative delle apparecchiature e/o dei sistemi costituenti la linea di trattamento dedicata all’affinamento delle acque reflue per il loro riutilizzo ai fini irrigui.
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Accordo di Programma: Modalità di gestione e controllo delle acque reflue recuperate
• Le aree del comprensorio servito dal Consorzio che saranno destinatarie delle acque reflue recuperate dovranno essere opportunamente individuate ad opera del Consorzio stesso che provvederà al contempo a darne comunicazione ai consorziati.
• Le opere di adduzione e distribuzione che saranno interessate dal
transito delle acque reflue recuperate andranno opportunamente indicate mediante l’apposizione di idonea segnaletica da parte del Consorzio il quale provvederà, inoltre, a condurre un’apposita campagna di controllo delle acque distribuite al fine di garantire una maggiore sicurezza agli utenti. I risultati di tale campagna di monitoraggio dovranno essere resi disponibili a tutti i soggetti sottoscrittori dell’Accordo.
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Accordo di Programma: Comitato di attuazione e monitoraggio dell’Accordo
Al fine di fornire il necessario supporto tecnico e valutare lo stato di attuazione del presente Accordo di Programma, i soggetti sottoscrittori concordano sull’opportunità di istituire un Comitato di attuazione e monitoraggio composto da rappresentanti degli Enti sottoscrittori e da ARPA EMR in qualità di supporto tecnico della Regione.
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ReQpro
CRPA, ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, Consorzio di Bonifica dell'▇▇▇▇▇▇ Centrale e Autorità di Bacino del fiume Po.
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ReQpro
• Testare modelli innovativi di gestione dell'irrigazione, finalizzate in particolare ad ottimizzare la quantità di acqua distribuibile a livello di singolo appezzamento e di bacino, su colture di qualità.
• Ottenere indicazioni sulle buone pratiche per il riuso delle acque
reflue, utili a supportare l'implementazione del primo piano di gestione del Bacino del fiume Po e la predisposizione del secondo, in accordo con l’Articolo 13 della Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE).
• Valutare gli effetti ambientali ed economici dell'applicazione delle
pratiche di riuso che si propongono, a livello del Bacino del Po.
• Aumentare la consapevolezza degli agricoltori che utilizzeranno le acque reflue trattate.
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Grazie per l’attenzione
