Contract
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CONTRARIAN LEGAL
Ossigeno per le aziende
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Per fronteggiare l’emergenza sanitaria, il programma “Imprese in Ripresa 2.0”, consentirà alle Pmi di beneficiare di agevolazioni per i rimborsi dei propri finanziamenti
Fra le prime re- azioni a sostegno delle imprese danneggiate dall’emergenza epi- demiologica Covid-19 merita un plauso l’accordo raggiunto a inizio marzo fra l’Associazione bancaria italiana e le principali associazio- ni di rappresentanza delle impre- se, fra cui Coldiretti, Confagricol- tura, Confedilizia e Confindustria, per l’estensione della moratoria prevista dal programma “Imprese in ripresa 2.0” ai finanziamenti in essere già dal 31 gennaio. La misura è volta a favore delle mi- cro, piccole e medie imprese, che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non superi i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non ecce- da i 43 milioni di euro, con sede in Italia e che, al momento della presentazione della domanda sia- no in bonis ovvero non abbiano in essere posizioni debitorie classifi- cate come non-performing. Come previsto dall’originario Accordo per il credito 2019, le imprese be- neficiarie possono, entro la fine del 2020, richiedere alle banche e agli intermediari finanziari ade-
L’avvocato ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ è partner dello Studio Biscozzi Nobili Piazza.
renti di agevolare il rimborso dei propri finanziamenti in essere, sospendendo il pagamento della quota capitale o prorogandone la scadenza. Si tratta di una mi- sura dalle ampie possibilità di applicazione, potendo riguardare la sospensione di finanziamenti a medio e lungo termine, mutui e operazioni di leasing mobilia- re o immobiliare, così come l’al- lungamento di finanziamenti a breve termine, credito agrario di conduzione e anche insoluti di pagamento. Anche il periodo di estensione appare interessante, essendo previsto, in caso di so- spensione, un termine massimo di 12 mesi e, in caso di allunga- mento, un periodo massimo pari al doppio della durata del piano di ammortamento residuo. Certo non sussiste alcun automatismo
nella concessione dei benefici, ma, ferma la piena discrezionali- tà di giudizio delle banche e degli intermediari finanziari aderenti, appare apprezzabile comunque l’impegno da questi assunto ad accelerare il più possibile le pro- cedure interne di istruttoria e, ove possibile, ad applicare condizioni migliorative rispetto agli accordi originariamente definiti. Diversi interventi legislativi si stanno pe- raltro susseguendo in scia a tale iniziativa, come ad esempio la decisione da parte del Fondo di garanzia per le Pmi di conferma- re d’ufficio la propria garanzia per tutti i finanziamenti in “Imprese in ripresa 2.0”, senza procedere ad alcuna valutazione del merito di credito del soggetto richiedente o l’art. 56 del Decreto cura Italia, ancora da convertire in legge, che prevede la sospensione o la proro- ga di prestiti e finanziamenti fino al 30 settembre, nonché l’ammis- sione a una garanzia sussidiaria e gratuita da parte del Fondo di garanzia per le Pmi sino al 33% degli importi oggetto dei benefici ottenuti. Alcuni principali grup- pi bancari recentemente hanno già implementato piani di soste- gno alle imprese danneggiate, confermando la disponibilità a incentivare l’applicazione delle misure “Imprese in ripresa 2.0”. Spetta ora agli istituti finanziari dare seguito al piano di soccorso così strutturato. Le imprese ita- liane danneggiate dall’emergenza epidemiologica hanno bisogno di un aiuto concreto alla propria li- quidità.
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