Materiali e metodi. Il focolaio ha coinvolto 15 pazienti ed è stato identificato mediante una sorveglianza microbiologica integrata continua a partenza dei dati di laboratorio (controllo alert organism). Campioni fecali diarroici di pazienti con sospetto di infezione da C. difficile sono stati sottoposti a test immunoenzimatico rapido che rileva sia la presenza dell’antigene glutammato deidrogenasi (GDH), sia la presenza delle tossine A e B prodotte dal microrganismo. Durante l’evento epidemico sono stati effettuati campionamenti microbiologici ambientali sia prima che dopo la sanificazione per verificare l’efficacia di tale procedura.
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Materiali e metodi. Il focolaio ha coinvolto 15 pazienti ed Sono stati estratti dal database Regionale RIPO (anni 2011-2017) i ricoveri con almeno un codice di intervento di revisione, o di rimozione di protesi di anca o di ginocchio e con codice di diagnosi di infezione. È stato valutato il trend temporale della proporzione di revisione con diagnosi di infezione sul totale delle revisione e del tasso di incidenza annuale, stimato come rapporto tra i ricoveri con diagnosi di infezione e i ricoveri per intervento primario effettuati in un anno. Per ogni ricovero è stato identificato mediante una sorveglianza microbiologica integrata continua a partenza dei dati valutato il tempo di laboratorio degenza medio postoperatoria, il genere, le comorbilità, l’incisione chirurgica e il DM impiantato (controllo alert organismmateriale). Campioni fecali diarroici di pazienti con sospetto di infezione da C. difficile I dati sono stati sottoposti a test immunoenzimatico rapido che rileva sia la presenza dell’antigene glutammato deidrogenasi (GDH), sia la presenza delle tossine A e B prodotte dal microrganismo. Durante l’evento epidemico sono stati effettuati campionamenti microbiologici ambientali sia prima che dopo la sanificazione per verificare l’efficacia di tale proceduraelaborati tramite programma STATA.
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Materiali e metodi. Il focolaio ha coinvolto 15 Nel periodo gennaio-maggio 2018, sono stati raccolti i dati relativi agli isolamenti microbiologici (con relativo antibiogramma) provenienti dai pazienti ed è stato identificato mediante una sorveglianza microbiologica integrata continua a partenza dei dati chirurgici ricoverati presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di laboratorio (controllo alert organism)Ancona. Campioni fecali diarroici In un sottogruppo di pazienti con sospetto è stata utilizzata la metodica PBRT (PCR Based Replicon Typing) per l’identificazione dei plasmidi di infezione da C. difficile resistenza più comuni nelle Enterobacteriaceae. Durante la routinaria sorveglianza delle ISC, sono stati sottoposti a test immunoenzimatico rapido che rileva sia la presenza dell’antigene glutammato deidrogenasi (GDH), sia la presenza delle tossine A e B prodotte dal microrganismo. Durante l’evento epidemico sono stati effettuati campionamenti microbiologici ambientali sia prima che dopo la sanificazione per verificare l’efficacia di tale procedurainoltre registrati i dati relativi alla profilassi peri-operatoria.
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